Milano/ Prometteva a giovani calciatori di farli giocare nel Milan in cambio di prestazioni sessuali: nove anni a un 42enne
Nove anni di reclusione e 25mila euro di multa. Questa la condanna inflitta oggi dai giudici della quinta sezione penale a Francesco Deni, sedicente talent scout di giovani calciatori che molestava sessualmente e che poi gli procacciavano altre vittime. L'imputato, 42enne originario di Cittanova (Reggio Calabria), incensurato e celibe, era stato arrestato dalla squadra mobile lo scorso 17 giugno con le accuse di atti sessuali con minorenni e induzione alla prostituzione minorile, gli stessi reati per cui è stato condannato stamattina. L'inchiesta era partita quattro mesi prima dalla segnalazione di una psicologa a cui un 17enne aveva confidato di essersi fatto riprendere nudo da un uomo. In base a quanto ricostruito dagli investigatori, il 42enne adescava le vittime in centro a Milano, cercando ragazzi di bell'aspetto, atletici, con cui si spacciava per un osservatore sportivo a caccia di talenti per le giovanili di Milan, Fiorentina ed Empoli. E per avvalorare la menzogna, forse arrivava a spacciare dei tesserini di riconoscimento che è stato intercettato provare a chiedere a qualche esponente delle società toscane. "Guarda che questo è importante, ha fatto giocare uno nelle giovanili dell'Inter", era il passaparola che circolava tra i tanti ragazzi tra i 15 e i 18 anni che ogni giorno frequentano piazza San Babila e Duomo che non esitavano a vendersi per 50 euro o una cena al ristorante al sedicente talent scout calcistico.
Nei quattro mesi di osservazione, la polizia lo ha visto portare nelle sue abitazioni, tre quelle cambiate in questo periodo, una ventina di ragazzini. Non li violentava, perchá bastava dar loro 50 euro o fare qualche regalo, che partecipavano volontariamente a rapporti anche estremi. Quel che però ha sconcertato gli investigatori, ß il passaggio successivo. Ovvero la facilità con cui i ragazzini si trasformavano in procacciatori di altri coetanei. Quando sono stati sentiti come testimoni, dopo l'arresto del 42enne, si sono addirittura rilevati omertosi. Nessun aiuto dai loro genitori, che sono letteralmente caduti dalle nuvole. Al processo nessuna delle vittime si è costituita parte civile. Il collegio presieduto dal giudice Anna Maria Gatto ha accolto le conclusioni del pubblico ministero Giancarla Serafini, infliggendo all'imputato 9 anni di carcere come richiesto.



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