Milano/ Processo via Corelli, la rabbia degli immigrati
Tensione nell'aula in cui si sta svolgendo il processo a carico di 14 extracomunitari coinvolti negli incidenti avvenuti una settimana fa nel Cie di via Corelli a Milano. Dopo che il giudice ha letto le generalita' dei carabinieri chiamati a testimoniare dalle gabbie, in cui sono seduti gli imputati e dall'area riservata al pubblico che ospita qualche decina di persone, si sono levati cori e urla, con slogan come 'liberta'! liberta'!', 'vergogna!' e 'al Corelli c'e' la tortura!'. Il giudice ha quindi disposto l'espulsione immediata del pubblico presente in aula. Sono arrivati anche alcuni poliziotti per dare manforte ai colleghi che erano gia' presenti nell'aula. Il giudice per le direttissime ha respinto la richiesta avanzata dalle difese dei 14 extracomunitari coinvolti negli incidenti nel Cie di via Corelli di sentire come testimoni il ministro dell'interno, Roberto Maroni, il questore e il prefetto di Milano. Secondo il giudice, queste deposizioni sono "del tutto irrilevanti" perché, ha spiegato, "oggetto del processo è esclusivamente l'accertamento dei fatto". Il giudice ha, inoltre, rigettato la richiesta dei legali di sentire altri cinque testimoni "perche' non risulta che abbiano assistito e possano riferire su quanto accaduto". Ha invece accolto le richieste del pm che aveva sollecitato l'audizione, tra gli altri, dell'ispettore capo dei vigili del fuoco e dell'ispettore capo del centro. In tutto saranno 13 i testimoni ascoltati dal giudice, alcuni dei quali verranno sentiti oggi. Altre udienze del processo sono state fissate per il 25, 27 e 29 agosto. 
"I centri sociali tornano a soffiare sul fuoco della protesta. Oggi sono nell'aula del Tribunale di Milano a fiancheggiare i 14 clandestini responsabili della rivolta di via Corelli e gridare slogan contro le Forze dell'Ordine. Ieri erano davanti a Triboniano ad aizzare i nomadi contro il Comune, o in corteo per il Cox a devastare la città, o in piazza Duomo insieme ai musulmani, o nelle strade del centro di Milano invase dagli studenti nella protesta contro il Governo. Ma per i soliti tromboni del centrosinistra non c'è nulla da dire e niente da condannare". Lo dichiara il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato.
"Il film - aggiunge De Corato - è sempre lo stesso. Dove c'è protesta e disordine, in prima fila troviamo il solito centinaio di esponenti dei centri sociali a soffiare sul fuoco e ad alimentare tensioni, come sta accadendo oggi. Quando ci decideremo a individuare e rendere inoffensivi questi personaggi, sarà sempre troppo tardi. E in tutto questo, risulta ancora più assordante il tombale silenzio di un centrosinistra strabico che prima si erge a paladino dell'immigrazione clandestina, poi tace quando si tratta di difendere le forze dell'ordine assalite da extracomunitari irregolari nel centro di via Corelli o la magistratura insultata dai caporioni dei centri sociali nell'aula del Tribunale di Milano".
"L'annuncio del Ministro Maroni - conclude il vice Sindaco - sull'individuazione di aree adeguate all'apertura di nuovi Cie va nella direzione che ho sempre auspicato e più volte richiesto: ovvero la realizzazione di nuovi centri al Nord Italia e a Milano in particolare, dove la struttura di via Corelli è del tutto insufficiente alle necessità del territorio. Un nuovo CIE nei pressi di Malpensa sarebbe la soluzione ideale per facilitare le operazioni di espulsione, ma è solo il primo passo. È importante che entro la fine di quest'anno il Nord sia dotato di almeno altri 5 nuovi centri, perchá solo in Lombardia gli irregolari sono almeno 150.000".



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