Milano/ Il Prc rompe con Penati e lancia la candidatura di Barzaghi
| Provinciali Milano/ Su Affaritaliani.it le strategie di Penati e Podestà verso il voto Milano/ Barbara Pollastrini ad Affaritaliani.it: "Il Pd sia più laico. E la Binetti..." LA RISPOSTA DI PENATI - "E' finita una stagione politica. Mi riservo di non nominare nessuno e di proseguire con 12 assessori e di anticipare la legge". Così il presidente della Provincia, Filippo Penati, è intervenuto in aula comunicando le dimissioni degli assessori di Rifondazione Comunista, e la fuoriuscita del partito dalla maggioranza, dichiarando che proseguirà senza sostituire i 3 assessori dimissionari. Pur sottolineando che le dimissioni non sono ancora arrivate: "Confermo quanto già battuto dalle agenzie, stanno arrivando le dimissioni degli assessori di rifondazione e al momento sono arrivate quelle di Barzaghi e Dioli, oltre alle dimissioni della delegata Fortunati. Prendo atto che è finita una stagione politica. Mi riservo di non nominare nessuno e di proseguire con 12 assessori e di anticipare la legge". |
I tre assessori iscritti a Rifondazione hanno presentato le loro dimissioni dalla giunta al presidente Penati. "Purtroppo Penati non ha rispettato gli impegni - ha spiegato Patta - nonostante la nostra lealtà. I primi tre anni sono stati straordinari, Milano è stata un esempio di buon governo, finché Penati con il Pd non ha deciso che era l'ora dell'autosufficienza, che era l'ora di seguire la destra sul suo terreno. Fino ad allora l'esperienza di collaborazione era straordinaria e lo provano i risultati ottenuti. Ma ora con il piano territoriale Penati ha confermato la posizione di non tutelare il territorio e andare dietro a Regione e Comune in vista di Expo. Quindi cementificazione, via libera ai termovalorizzatori, nuovi alloggi. Non ci sono più le condizioni minime di fiducia".
LA MOZIONE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
Diffuso dal Prc il testo della mozione approvata ieri sera dal Comitato politico federale che "dà mandato al Segretario e alla Segreteria Provinciale, di richiedere l'immediato ritiro della nostra delegazione assessorile dalla giunta Penati e di provvedere, in accordo con il gruppo consiliare, ad esercitare un fermo controllo e, dove necessario, l'opposizione su tutti i futuri atti amministrativi portati alla discussione in Consiglio provinciale".

"Nello scorso mese di ottobre, a conclusione della verifica politico-programmatica richiesta dal Prc - si legge nel documento -, il Presidente Penati e la sua maggioranza si erano impegnati a dar seguito ad una serie di scelte amministrative di fine mandato, tra i quali l'approvazione del bilancio e lo stanziamento di fondi a sostegno dell'occupazione e dei ceti più colpiti dalla crisi economica. Nella verifica di maggioranza si era concordata anche la presentazione e approvazione entro il 2008 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (Ptcp) con l'indicazione degli ambiti agricoli, che avrebbe consentito la protezione dalla speculazione edilizia del Parco Sud, dei tanti territori agricoli dei comuni e posto vincoli importanti all'Expo cementificatorio della Giunta Moratti. Vi era, inoltre, la conferma della volontà della Provincia di Milano di non privatizzare l'acqua dei cittadini, attraverso la costituzione di un'unica società pubblica per erogazione e gestione dell'acqua. Nonostante su questi punti si fosse raggiunto una sintesi nella maggioranza, che avrebbe consentito il completamento del mandato amministrativo il Presidente Penati ha ritenuto di disattenderli, prima rinviando le scelte a dopo il bilancio di previsione 2009 e poi effettuando una inconcepibile retromarcia. Ritirando nella seduta di Consiglio del primo aprile 2009 la delibera di approvazione del Ptcp e non completando gli impegni per rendere erogazione e gestione dell'acqua integralmente pubbliche, è stata fatta una scelta di campo: si sta con i 'poteri forti' che mirano all'urbanizzazione selvaggia e a mettere le mani sul patrimonio idrico della provincia. Un'esperienza amministrativa - prosegue il documento del Prc - nata all'insegna dell'apertura alla società e alla partecipazione, si è resa impermeabile alle istanze dei cittadini e permeabile alle richieste di Regione e Comune di Milano (leggi: Formigoni e Moratti) e dei grandi poteri economico finanziari che vedono nell'Expo un'occasione di affari ai danni della gran parte degli abitanti di quest'area metropolitana. Così si è rotto ogni residuo rapporto di fiducia tra il Presidente Penati e il Partito della Rifondazione Comunista".
"Prendendo atto di ciò il Comitato Politico Federale dà mandato al Segretario e alla Segreteria Provinciale, di richiedere l'immediato ritiro della nostra delegazione assessorile dalla giunta Penati e di provvedere, in accordo con il gruppo consiliare - prosegue il Prc -, ad esercitare un fermo controllo e, dove necessario, l'opposizione su tutti i futuri atti amministrativi portati alla discussione in Consiglio provinciale. Il Comitato Politico Federale, ringrazia gli Assessori e la Consigliera delegata per il positivo lavoro svolto in questi anni di governo, senza il quale le politiche a difesa della scuola pubblica, del lavoro, dei giovani, per la pace e lo sport per tutti, così come i diritti delle persone con disabilità, non avrebbero avuto la rilevanza politica e amministrativa riconosciuta".



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