Milano/ Piano regolatore, via libera della giunta. Ecco come cambiano 25 quartieri

Mercoledì, 4 novembre 2009 - 08:54:00


Carlo Masseroli

Carlo Masseroli
Approvazione assicurata in giunta per il Piano delle Regole e il Piano dei servizi. La assicurano capidelegazione e capigruppo di maggioranza dopo l'incontro di ieri pomeriggio con il sindaco, Letizia Moratti, e l'assessore allo Sviluppo del Territorio, Carlo Masseroli, sui due documenti del Piano di governo del territorio che saranno portati domani al voto dell'esecutivo di palazzo Marino. Più che una discussione nel merito del Pgt, quella di oggi, spiegano i partecipanti, ha riguardato i tempi dell'iter che si aprono per il Pgt. Dopo l'approvazione di domani, giunta e maggioranza contano di portarlo in consiglio comunale dopo l'8 dicembre in modo che dia il vial libera prima di Natale. Per garantire che l'esame del pgt possa procedere spedito in aula ed scongiurare maratone consiliari, la maggioranza si è impegnata a ridurre al minimo (possibilmente a zero) gli emendamenti e trasformarli in osservazioni da elaborare nella fase, prevista dalla legge, che deve intercorrere tra l'adozione e l'approvazione definitiva del pgt.

"La totale assenza di trasparenza nella discussione interna alla maggioranza sul Pgt è il modo migliore per preparare un confronto in consiglio comunale nel peggiore dei modi. Ci opporremo a qualsiasi blitz fatto nel nome delle peggiori logiche speculative". Lo afferma il capogruppo del Pd in Comune, Pierfrancesco Majorino.

ECCO COME CAMBIERA' MILANO

Servizi a 5 minuti di cammino per un terzo della città, come a New York. Il 35% dei nuovi alloggi in vendita o in affitto a basso costo, come a Madrid. Il raddoppio del verde pubblico attrezzato, come a Copenhagen. Sono gli obiettivi del Pgt, presentato dall'assessore allo Sviluppo del Territorio, Carlo Masseroli, sotto lo slogan "Milano per scelta". Nel documento, la previsione di trasformare 26 aree oggi degradate, per complessivi 11 chilometri quadrati, e di aggiungere mille nuovi condomini di medie dimensioni, da 35 appartamenti ciascuno, ai 640mila oggi esistenti in città su 110 chilometri quadrati.

"Il grande obiettivo - ha spiegato Masseroli -- è la 'Milano per scelta': che chiunque possa scegliere Milano per abitare, per viverla e per usarla, e trovi quello di cui ha bisogno: servizi, la possibilità di esprimersi, un'opportunità. Non c'è l'obiettivo di raggiungere un numero determinato di abitanti, l'obiettivo è la soddisfazione di chi ci abita, che si dica: a Milano vivo bene". Tra gli elementi della "qualità della nuova Milano", l'incremento del numero di spostamenti con trasporto pubblico dal 52% attuale al 65%, come a Berlino, l'incremento del suolo agricolo in affitto pluriennale dal 6% all'80% del suolo agricolo a disposizione, l'incremento della superficie a verde pubblico attrezzato dal 13% al 25%, come a Copenhagen, l'incremento delle fermate di interscambio fra le linee di trasporto su ferro dal 4% al 20%, come a Londra, l'incremento dei servizi raggiungibili a 5 minuti di cammino per il 30% della superficie della città (invece che il 13% attuale), e infine il capitolo casa: il 35% dei nuovi alloggi costruiti sarà a basso costo, contro il 10% attuale.

Ma "non si consumerà suolo: è la prima regola d'oro - ha spiegato Masseroli - di questo Pgt: in 20 anni si costruirà solo il 4% di ciò che è già costruito, e lo si farà recuperando aree degradate, spazi in cui oggi non si può accedere". Dieci le "macroaree" di trasformazione urbana individuate in città con specifiche destinazioni: un "distretto" con la vocazione della ricerca e della tecnologia in Bovisa, dell'università a Lambrate, della pratica sportiva a Forlanini, dell'attività amministrativa a Rogoredo, del design a porta Genova, e del commercio e artigianato in zona Stazione Centrale:

"Ci piacerebbe che le grandi arcate della stazione in via Aporti e Sammartini diventassero un grande centro commerciale e dell'artigianato diffuso, come è accaduto a Parigi", ha spiegato Masseroli. "Questo Pgt - ha sottolineato - si basa su 5 grandi regole: non si consuma suolo, si dà spazio all'agricoltura, si salvaguardano i quartieri storici di Milano, ci saranno servizi diffusi in tutta la città anche realizzati dal privato sociale, e infine si costruisce e ristruttura a emissioni zero".

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