Povertà/ Milano a sostegno delle realtà più disagiate
Ripeteva William Gann, economista statunitense: "Dai un pesce a un uomo affamato e lo sfami per un giorno; insegnagli a pescare e lo sfamerai per tutta la vita". Letto in quest'ottica, anche il sostegno ai Paesi emergenti puo' uscire dalla logica dell'aiuto "a pioggia" e i conseguenti risultati poco duraturi, per proporsi invece come sostegno organico, strutturale, e di conseguenza piu' efficace. Un approccio, questo, condiviso anche da Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo che, proprio per sviluppare nelle aree deboli del mondo modelli di sostegno basati su principi di reciprocita' e complementarieta', firmerà domani 12 luglio a Milano un protocollo d’intesa con il Fondo provinciale milanese per la cooperazione internazionale.
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"Da sempre - ricorda Carlo Lio, Amministratore delegato di Milano Metropoli - la nostra Agenzia si e' contraddistinta per la sua vocazione europea e internazionale, che negli ultimi anni si e' focalizzata su progetti ad alto valore sociale. Penso al Network "European Cities Against Child Poverty", volto ad affrontare il problema della poverta' e del disagio minorile nelle nostre metropoli; ma anche al piu' recente "Switch-Asia", che intende proporre nella provincia indiana dello Sri Lanka progetti per il recupero e la valorizzazione energetica ed economica degli scarti di riso e cocco. Dunque questo nuovo accordo non solo rientra nei nostri scenari, ma ci aiuta a rivalutare quell'azione di sostegno sociale, economico e ambientale che possiamo e vogliamo esportare la' dove puo' servire".
Per parte sua Pietro Accame, Presidente del Fondo provinciale milanese per la cooperazione internazionale, sottolinea come "questo accordo rientri in un'ottica di valorizzazione sia del ruolo sociale della Provincia di Milano, la quale svolge un'azione di cooperazione decentrata efficace nei paesi poveri del Sud del mondo, sia del ruolo di valorizzazione internazionale che svolge l'Agenzia Milano Metropoli per il territorio della nostra area provinciale". "Noi crediamo - prosegue Accame - che il modo migliore per fare cooperazione debba avvenire anche tramite uno sviluppo ed un concambio di realtà imprenditoriali tra Paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo, in una logica di mercato davvero globale".



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