Milano/ Ivan Scalfarotto ad Affaritaliani.it: "Mi candido alle Europee e punto su Internet. Cofferati? Imbarazzante. E Maurizio Martina..."
| RUMORS/ CHI SOSTIENE CHI C'è chi giura che, alla fine, Scalfarotto potrebbe farcela. Anche se le posizioni sono poche e i candidati tanti e agguerriti. Il giovane emergente del Pd punta tutto su Internet ma non solo. Secondo quanto apprende Affari, molti sono i consensi anche tra i gay, tra gli economisti, tra i creativi. Tanto che anche a livello provinciale è diventato un cavallo dato tra i vincenti. Resta comunque grande il radicamento dei competitor.
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di Fabio Massa
![]() Ivan Scalfarotto |
Ivan Scalfarotto, blogger ed esperto di finanza (ha lavorato per anni a Citigroup), a quale tipo di elettorato vuole parlare?
Voglio parlare a tutti, ovviamente. Questo almeno in linea generale. Poi però devo dire che ho un elettorato abbastanza naturale all'interno del Pd, che è quello d'opinione.
Chiariamo bene questo concetto.
Io non ho una lunga storia di militanza nel partito. Vengo - come si dice con una bruttissima espressione - dalla società civile. Per cui diciamo che il mio elettorato tende ad essere più facilmente identificato con la società civile, con delle punte nell'elettorato giovanile perché io vengo percepito in qualche modo come un "giovane". Anche se a 43 anni si potrebbe anche smettere di essere chiamati giovani...
Nella politica italiana si è giovani fino ad almeno 70 anni. Almeno.
Esatto. Tanto più che io sono uno dei politici italiani che ha fatto della Rete una vera e propria risorsa. E questo mi avvicina ai giovani.
Come conduce la campagna elettorale un internettiano?
Diciamo, prima di tutto, che correre per le europee vuol dire candidarsi per un collegio enorme, dove la campagna è difficile: da Aosta a Mantova, da Sondrio a Ventimiglia. La Rete può aiutare molto a "coprire" questo territorio. E poi stare in Rete significa veicolare dei messaggi attraverso uno strumento più innovativo. Stiamo lavorando ad un sito ad hoc, da costruire intorno al mio blog, che è tra i primi 50 in Italia. Per la precisione, al trentacinquesimo posto...
A proposito di Internet, non ci si può esimere dal parlare del sindaco di Bologna. Anche perché su Facebook c'è più di un gruppo anti-Cofferati...
Capisco la difficoltà.
Difficoltà di chi?
La sua, di Cofferati. Capisco che rispetto ai suoi programmi e alla comunicazione fatta del suo ritiro da Bologna, la sua decisione è difficile da comprendere. Anche perché non ha mai spiegato bene questo punto. E poi devo dire che sono perplesso...
Perplesso?
Sì, ha detto che fare il sindaco è più impegnativo che fare il parlamentare europeo. Questo non lo credo. Credo che il parlamento europeo sia un impegno molto grosso. Ma lui evidentemente avrà trovato il modo per conciliare le due cose... Oggettivamente registro che fossi io al suo posto mi troverei in imbarazzo. Certo, poi lui ha un carisma particolare...
Una parola per Panzeri e Toia, anche loro candidati a Strasburgo.
Sono due persone molto diverse. Sono più vicino, dal punto di vista delle idealità, a Panzeri che alla Toia, visto che sono un laico tutto d'un pezzo. Quello che apprezzo di entrambi è che per cinque anni sono rimasti a fare il loro lavoro molto bene. Vorrei concludere dicendo una cosa...
Dica.
La mia candidatura nasce dal fatto che sono tornato a Milano dopo alcuni anni passati a Londra. E' una candidatura che nasce da un colloquio con Maurizio Martina. Siamo rimasti d'accordo che darò una mano al segretario regionale, indipendentemente da come andranno le elezioni.



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