Milano/ Ingegnere-spacciatore finisce in carcere
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Era passato più volte in macchina dalla stessa via. Poi si e' fermato e ha iniziato a parlare al telefono guardandosi continuamente alle spalle. Un atteggiamento troppo ambiguo per sfuggire all'attenzione di quattro agenti fuori servizio e in abiti civili della polizia ferroviaria della stazione Bovisa. I sospetti dei poliziotti si sono rivelati fondati quando hanno scoperto che A.E., ingegnere civile di 34 anni milanese, era in possesso di venti involucri contenenti cocaina. Gli agenti lo hanno arrestato sabato scorso a mezzanotte nelle vicinanze di via Guerzoni, dove aveva parcheggiato la sua Honda 2000 per parlare al cellulare.
Alla richiesta di esibire i documenti l'uomo ha continuato a tenere una mano in tasca. All'interno nascondeva una bustina di cellophane contenenti le dosi. L'ingegnere ha provato a giustificarsi dichiarando di essere tossicodipendente e solito a cedere le dosi ai transessuali della zona. Raggiunta l'abitazione dell'uomo, nonostante il tentativo di dare risposte fuorvianti sul suo domicilio, i quattro agenti hanno trovato nascosti nella cassa acustica dell'impianto stereo una busta contenente un etto e mezzo di cocaina e altri 25 involucri della stessa sostanza per un totale di circa 11 grammi. Sotto il suo comodino e' stata inoltre rinvenuta una pistola semiautomatica Beretta calibro 7.65 con due caricatori, di cui uno munito di 8 proiettili, poi risultata rubata. Per l'ingegnere si sono aperte le porte del carcere di San Vittore.



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