Milano/ Ha ucciso la sorella: 30 anni a a Pasquale Procacci
Trent'anni di carcere: e' la pena inflitta a Pasquale Procacci, ritenuto colpevole dal gip di Milano Marina Zelante di aver ucciso, il 28 aprile 2009, la sorella Maria Teresa, ricca vedova milanese che venne trovata morta e seminuda nella sua auto. Al termine del processo col rito abbreviato, il giudice ha accolto la richiesta di condanna formulata dal pm Letizia Mannella, riconoscendo a carico dell'imputato anche l'aggravante della premeditazione. Procacci, presente in aula, al momento della lettura del verdetto non ha mostrato alcuna particolare reazione. Il suo difensore, Corrado Limentani, aveva chiesto l'assoluzione. "E' una sentenza che non capisco - ha commentato il legale - l'unico indizio era la presenza del dna di Procacci nei guanti in lattice trovati nell'auto. Ma, a nostro avviso, quel dna era pre-esistente al momento del delitto perche' il mio assistito ha spiegato di aver sempre guidato l'auto della sorella, facendo anche alcuni lavori di manutenzione con indosso quei guanti".
Dubbi vengono espressi da Limentani anche sul movente individuato dalla Procura, una questione di eredita'. "L'80% dei testimoni, parenti e amici, ha detto che fratello e sorella andavano daccordo. Gli unici due testi che hanno parlato di discrasie tra Paquale e Maria Teresa sono coloro i quali hanno provato a truffare la vittima prima dell'omicidio". Stando alle indagini del pm, l'uomo uccise la sorella di 61 anni colpendola ripetutamente al volto con un oggetto mai ritrovato. L'auto col cadavere, invece, venne trovata in viale Sarca, al termine di una giornata di pioggia battente. Il fratello venne arrestato dopo oltre due mesi di indagini.



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