Milano/ La Gelmini contestata in Duomo: lei se ne va
Il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, è stata contestata a Milano da un gruppo di manifestanti appartenenti a Rete Scuola e dalle Assemblee delle scuole del milanese. Il ministro era intervenuto alla presentazione di un libro di Mario Giordano, dal titolo "5 in condotta", alla libreria Mondadori Multicenter di Milano. All'ingresso di Giordano, Gelmini e Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, un gruppo di manifestanti si e' alzato in piedi mostrando bandiere con scritto "Vogliono distruggere la scuola pubblica, io non ci sto", e urlando di voler consegnare al ministro la pagella che le e' stata data da insegnanti e studenti di tutta Italia. Il volantino che riproduce la pagella della Gelmini attesta che "non e' stata ammessa alla seconda classe primaria" e le attribuisce un voto pari a zero in ogni disciplina; pertanto la valutazione dei contestatori recita: "nonostante ripetuti interventi delle strutture di supporto psicologico, l'alunna mantiene un atteggiamento di assoluta chiusura nei confronti dell'intero Paese". 
La finta pagella e' firmata dai "docenti dell'equipe pedagogica, le maestre e i maestri, le professoresse e i professori, le mamme e i papa' dell'intera Italia". Durante la contestazione ci sono stati momenti di confusione e anche di liti fra i presenti: scambi di battute animati sono avvenuti tra chi protestava al grido di "vergogna" e chi voleva assistere alla presentazione del libro che ha risposto con "viva la Gelmini", "brava". Il direttore del Giornale, Giordano, ha tentato di riportare la calma, ma e' stata la stessa Gelmini ad intervenire: "complimenti - ha detto - siete veramente democratici e avete veramente a cuore la scuola pubblica". A questo punto Gelmini, Confalonieri e lo stesso direttore de "Il Giornale" hanno abbandonato la sala con Giordano che ha ringraziato "i fascisti presenti che sono il male pubblico".



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