Milano/ Ezio Casati (segretario provinciale Pd Milano) ad Affaritaliani.it: "Quella di Rosati è una strategia per difendere Cofferati"
| L'INTERVENTO
LE INTERVISTE
Provinciali Milano/ Pagliarini (PdCi): "Rosati ha ragione ad attaccare Penati" |
di Fabio Massa
Ezio Casati non ci sta. Legge l'intervento di Onorio Rosati e poi sceglie Affaritaliani.it per replicare: "Mi sembra una strategia per difendere Cofferati più che per attaccare Penati". Casati, segretario provinciale milanese del Pd, si è trovato l'ex sindaco di Bologna "tra capo e collo". Nel senso che i dirigenti non lo vogliono (tanto da aver creato un gruppo anti-Cofferati su Facebook). E Penati neppure. "Ma anche io - precisa - non mi spello certo le mani a forza di applaudire".
Ezio Casati, Rosati sostiene la candidatura di Cofferati dicendo che ha il senso di recuperare il rapporto con i lavoratori, che Penati ha perso...
Ma sì, diciamo che ogni interpretazione può essere legittima. Ma vorrei premettere una cosa. Guardiamo un attimo nel campo avverso: in questo momento vedo un centrodestra che gioca a tre punte. Berlusconi fa il riformista, il rivoluzionario moderno, l'avanguardista. Fini fa il democratico. Bossi fa il libero battitore dei territori. In questo modo il centrodestra occupa tutti gli spazi. Non è che dobbiamo copiarli, però il centrosinistra questo ragionamento sembra che non sia capace di farlo. O se lo fa, lo fa litigando.
E quindi Cofferati è utile per occupare gli spazi?
Non ho detto questo. L'intervento di Onorio Rosati mi pare forzato. E' stata decisa, anche sentendo i dirigenti di Milano, una candidatura che noi riteniamo, per questo pezzo di mondo, una forzatura. In lista per Strasburgo mi pare che ci siano già esponenti del sindacato che possano parlare ai lavoratori. E - comunque - Cofferati mica è l'unico a parlare al mondo del lavoro. Anche Filippo Penati ha parlato molto ai lavoratori. Il piano di sostegno di 25 milioni di euro va soprattutto al ceto medio, non ce lo scordiamo. Così come non dobbiamo scordarci le ingenti risorse destinate alle politiche sociali e anticrisi.
Torniamo a Cofferati.
Quando mi hanno comunicato la decisione, ho detto: accetto questa candidatura perché un segretario politico non può rigettarla. Certo è che però non mi spello le mani dagli applausi. Noi abbiamo bisogno di una grande unità. Cofferati ha una sua forte caratterizzazione. Il capolista, probabilmente, doveva parlare a tutti... Poi io tralascio il passeggino da spingere, il bambino, la famiglia... Sono questioni che ritengo superate. Da un punto di vista politico mi pare una candidatura che parla a un pezzo e non a tutti.
Ha detto che non condivide la valutazione di Rosati su Penati. Detto questo: siete preoccupati da questa posizione presa dalla Camera del Lavoro?
No, perché Rosati elogia Filippo Penati. Dicendo che condivide candidato e scelta, per esempio. Io aggiungo che un partito democratico moderno e riformista deve saper parlare al mondo del lavoro in tutta la sua complessità.
E dicendo che ha perso il rapporto con i lavoratori...
Diciamo che dal suo punto di vista Penati è debole in quel settore. Dal che se ne deduce che la posizione di Cofferati potrebbe rafforzarlo. Dal che se ne deduce che quello di Rosati è un pensiero difensivo su Cofferati più che un attacco a Penati.
Ultima domanda. Chi voterà alle Europee il segretario provinciale?
Ci saranno diversi candidati milanesi in lista, ma devo dire che Patrizia Toia e Antonio Panzeri sono stati eccellenti rappresentanti del nostro partito in Europa...
E la terza?
Quella la tengo per me...



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.























