Milano/ Comincia la corsa per la presidenza di Assolombarda. Rumors di Affari: Spada in pole, calano Meomartini e Benedini
di Fabio Massa 
E' ufficiale. Per la poltrona di presidente di Assolombarda che è - ancora per poche settimane - di Diana Bracco, sono in lizza solo in quattro: Alessandro Spada, Benito Benedini, Alberto Meomartini e Carlo Moretti. Il primo è Ceo di Vrv Group, un colosso con 100 milioni di fatturato nell'ambito della produzione e progettazione di impianti criogenici e caldaie. Ha una lunga esperienza in Assolombarda (è stato presidente degli under-40) ma rappresenta la nuova leva nell'ambito dei grandi industriali. Il secondo, Benito Benedini, è il presidente dei Cavalieri del Lavoro. E' già stato sulla poltrona più alta in via Pantano, dal 1997 al 2001, ed è un uomo di indiscussi esperienza e carisma. E' molto vicino ad Ignazio La Russa. Il terzo è Alberto Meomartini, presidente di Snam Rete Gas e uomo capace di traghettare l'associazione fuori dalla crisi. Infine, l'outsider (se così si può definire) è Carlo Moretti, che in Assolombarda ha già guidato le piccole imprese.
La situazione è difficile da dipanare, e non avranno certo gioco semplice i tre saggi che Assolombarda ha subito nominato. Marialuisa Franzini (della Salvi Spa di Novate Milanese), Gina Nieri di Mediaset e Giorgio Squinzi della Mapei stanno infatti consultando tutti gli associati per scegliere il prossimo presidente. Una scelta non facile, visto che tutti e quattro sono "interni" ad Assolombarda per storia e per incarichi ricoperti già nel passato. E visto che ogni testa vale un voto.
Tuttavia, da quanto ha appreso Affaritaliani.it, attualmente il più accreditato sarebbe Alessandro Spada. Per meriti suoi (ovviamente), per la sua giovane età (Meomartini ha passato i 60 anni, Benedini i 70), per la sua lunga operatività in via Pantano. La scelta dei gruppi industriali più influenti, in un primo tempo, pareva essere caduta su Alberto Meomartini. Tremonti vorrebbe però trattenere il manager, vista l'importanza di Snam Rete Gas nell'attuale congiuntura economica e in base alle prospettive dell'operato governativo. Benito Benedini, che piace (e molto) al salotto buono, vedrebbe invece le sue quotazioni al ribasso tra le nuove generazioni di industriali, che non vorrebbero la riproposizione di un'esperienza brillante ma già vista.



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