Milano/ La città che scoppia

Lunedì, 18 gennaio 2010 - 08:25:00


Densificazione. Questo è uno dei mantra che recita con passione da mistica edificatoria il Piano del governo del territorio in discussione a Palazzo Marino. Insieme a deregolazione e perequazione, densificazione è uno degli assi portanti del PGT; se i primi due concetti sono un po’ complessi –ma li metteremo a fuoco nei prossimi numeri del nostro notiziario– quest’ultimo è invece abbastanza chiaro e significa che Milano deve diventare una città più abitata: più cemento e più abitanti per chilometro quadrato.

Per capire cosa ciò significhi partiamo da due dati incontrovertibili: Milano è una città molto piccola dal punto di vista dell’estensione territoriale e ha perso nell’ultimo trentennio circa mezzo milione di abitanti, cioè circa il 30% del totale dei residenti alla metà degli anni ’70. Questo cambiamento non è stato dettato da scelte di politica urbanistica, bensì dall’evoluzione demografica e dalla profonda trasformazione non solo del tessuto economico della città, ma anche dal trasferimento del processo di valorizzazione del capitale – per dirla con terminologia un po’ demodé– dalla produzione alla rendita fondiaria e immobiliare.  Ma oggi Milano è una città così poco densa?  Dal confronto con le maggiori città europee non sembra proprio.

Dopo Parigi, Bercellona e Atene Milano è la quarta, tra le grandi città europee per densità abitativa: 7084 abitanti per chilometro quadrato. Ben oltre Londra (4785 ab/Kmq), Amsterdam (5809 ab/Kmq), Madrid (5294 ab/Kmq), Zurigo (4137 ab/Kmq), Vienna (4025 ab/Kmq) Monaco di Baviera (4234 ab/Kmq), quasi il doppio di Berlino (3846 ab/Kmq) e oltre il triplo di Roma (2122 ab/Kmq).

Se veramente le previsioni del PGT si avverassero –cosa impossibile date le attuali proiezioni dei più autorevoli studi demografici– e Milano nell’arco dei prossimi vent’anni vedesse un aumento della propria popolazione di 700.000 unità proiettando così i residenti oltre i due milioni si arriverebbe ad una densità abitativa di 11.427 abitanti per chilometro quadrato. Una cifra esorbitante sia in termini assoluti, sia in relazione al ristrettissimo lasso temporale durante il quale questa progressione dovrebbe verificarsi. Una cifra pericolosa se si pensa alla necessità di approntare reti infrastrutturali e servizi pubblici per una tale mole di popolazione anche a fronte della cronica scarsità di fondi da destinare a trasporti e servizi.

Da chiamamilano.it

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