Milano/ Addio al funerale low cost: servono 3mila euro
Stop al funerale low cost. Le esequie calmierate, ovvero quelle a prezzo convenzionato da 1.309 euro tutto compreso, non si potranno più fare: per seppellire i morti ci vorranno almeno 3mila euro. Il motivo? Lo scontro in atto tra il Comune e le imprese funebri sul rinnovo della convenzione: il Comune ha proposto alle imprese del settore un ribasso del prezzo del servizio "essenziale": 1.053,93 contro i 1.309 della convenzione precedente. Un'imposizione di uno "sconto" di 250 euro che ha fatto infuriare la categoria delle pompe funebri che ritiene impossibile allestire un funerale dignitoso con 1.050 euro. L'intesa appare lontana e non resta che affidarsi alla Regione che indica come prezzo indicativo di un funerale la somma di 3mila e 500 euro 
Assoconsumtori è sul piede di guerra: "Era 30 anni che a Milano il "caro estinto" veniva calmierato dalle tariffe comunali che consentivano ai dolenti di seppellire i propri cari sostenendo costi di funerale pari a circa un terzo di quelli di libero mercato. Ma in quello che da oltre un anno è diventato un "Paese per Ricchi", nella Milano che dal canto suo è una città-albergo che arriva a 7 stelle (l' hotel in Galleria) non ci meraviglieremo qualora dovessimo assistere al ritorno delle fosse comuni dei giorni della peste di cui parla il Manzoni ne "I Promessi Sposi". Perché l' Assessore ai Servizi Civici e Funerari Stefano Pillitteri ha aperto, per il rinnovo della Convenzione con le Imprese di Pompe Funebri, una Gara al massimo ribasso. Come parametro per un servizio "essenziale" (par di capire, leggendo i giornali, quasi degno de "I Miserabili" di Victor Hugo), il Comune di Milano indica € 1.050,00 contro € 1.309,00 previsti dalla convenzione precedente che prevedeva, fra l' altro, ben quattro tipologie di servizio funerario, senza l' allineamento al servizio unico, degno di un Paese di stampo sovietico. La Regione indicherebbe come prezzo indicativo di un funerale la somma di € 3.500,00. Noi non vogliamo "ingrassare" le "Onoranze Funebri" che talvolta nelle loro fatture fanno sconti di importo eccezionale, importi poi pagati dal parente-dolente "off-shore" (basta pensare ai recentissimi 61 rinvii a giudizio di alcuni Operatori del Settore). Ma i milanesi, specie quelli che "soffrono" già il caro-vita durante la propria esistenza non possono e non devono essere spennati anche al termine dell' esistenza stessa. Le tariffe funerarie comunali erano state un' invenzione milanese, a cui nessun cittadino, ovviamente il più tardi possibile, vuol rinunciare. I Milanesi in vita e non si meritano maggior attenzione! Perciò - conclude il comunicato di Assoconsumatori - rivolgiamo un appello al Sindaco Letizia Moratti: Vogliamo una Giunta "corale" e non un Organo che sovente sembrerebbe composto da "Prime Donne", una Giunta composta da Assessori con rinnovato spirito di servizio alla cittadinanza, che permea alcuni, ma non tutti, gli Assessori che tale Giunta compongono"



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