Milano/ Volevano far saltare la città, presi 2 terroristi
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Milano/ Prosperini: "Presto un registro degli Imam in Lombardia" |
Tra gli obiettivi nel mirino dei due marocchini arrestati dalla Digos, c'erano anche la caserma dei Carabinieri di Giussano (Milano), l'Ufficio immigrazione della Questura del capoluogo lombardo, il parcheggio del supermercato dell''Esselunga' di Seregno e il bar 'Mistral', che si trova nei pressi dello stesso centro commerciale. Lo riferiscono fonti giudiziarie. I due nordafricani, uno di 42 anni e l'altro di 31 anni, avevano scaricato da Internet documenti che contenevano indicazioni utili per costruire ordigni da utilizzare ai loro scopi. Uno dei due arrestati, che svolgeva attività di predicatore nel centro culturale 'Pace' di Macherio, avrebbe indottrinato persino il figlioletto di 2 anni, costringendolo al culto di Osama Bin Laden, che il piccolo doveva chiamare 'zio Osama'. Sempre lo stesso predicatore aveva dato il nome al suo secondo figlio di Osama.
In mattinata è intervenuto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa sul pericolo di attentati terroristici in Italia: "C'è sempre stato e continuerà ad esserci. Ma - ha aggiunto - noi non ci limitiamo a schierare nei teatri lontani i nostri soldati, abbiamo un sistema d'allerta interno. Credo però che la madre di tutte le battaglie contro il terrorismo continuerà ad essere, come è stato fin dall'inizio, l'Afghanistan". Per il ministro l'aiuto nei confronti di quel Paese deve proseguire "finché il processo di 'afghanizzazione' non sarà concluso - ha spiegato - sarà nostro impegno continuare la presenza in armi in quel Paese per fare un'azione di ricostruzione ma anche di uso della forza contro il terrorismo".
LE INTERCETTAZIONI - "Ti volevo dire, per esempio, se io entrassi in una caserma dei carabinieri, dove ci sono 10 o 15 militari, e li terrorizzassi... ci vuole qualcosa che resti nella storia. Avrei il riconoscimento di dio e raggiungerei la grazia di dio". Così Rachid Ilhami, il predicatore arrestato oggi con l'accusa di associazione sovversiva finalizzata al terrorismo internazionale, è stato sentito rivolgersi al complice, Ghafir Abdelkader, nel settembre scorso. La conversazione è stata intercettata.
"Anche io sono di Al Qaeda, se ci voglio andare ci vado lo giuro". Questa un'altra affermazione di Rachid Ilhami, il predicatore del centro culturale Pace di Macherio arrestato oggi, intercettata nell'ambito dell'inchiesta per terrorismo internazionale. Il predicatore, che è indagato anche per agevolazione dell'immigrazione clandestina e la falsificazione di una patente, la pronunciata nel novembre 2007 parlando con un altro indagato e riferendosi a possibili trasferimenti in Iraq o in Afghanistan.
(Continua - Le intercettazioni)



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