Milano/ Sequestrato un palazzo in via De Castilla del gruppo Ligresti: consegnati 5 avvisi di garanzia
Sequestro, oggi a Milano, dell'immobile in costruzione in via De Castilla 23, al quartiere 'Isola', di proprieta' della societa' IM.CO s.p.a. del gruppo Ligresti. Il provvedimento, emesso dal Gip Anna Maria Zamagni e' stato preso nell'ambito di un'attivita' d'indagine delegata dai Sostituti Procuratori Paola Pirotta e Frank Di Maio e svolta congiuntamente da personale appartenente alla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura, dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano, dal NICAF e dal Comando Regionale Lombardia del Corpo Forestale dello Stato. Notificate anche informazione di garanzia a carico di cinque persone, tutte indagate per per avere realizzato l'immobile "in assenza di valido titolo, attesa l'illegittimita' sia del permesso a costruire del 2006, sia della successiva variante del 2007".
La vicenda relativa all'area Confalonieri - De Castilla risale al 1989, anno della stipula di una prima convenzione dichiarata invalida con una sentenza del Consiglio di Stato del 2000, in quanto frutto di accordo corruttivo. Una seconda convenzione del 2004 ed il successivo permesso a costruire del 2006 vennero impugnati da alcuni cittadini e commercianti della zona che ottennero dal TAR Lombardia il loro annullamento per illegittimita' connesse alle volumetrie ed agli standard urbanistici. La successiva riforma della sentenza amministrativa da parte del Consiglio di Stato nel 2008, escludeva l'interesse ad agire dei cittadini ricorrenti e pertanto non entrava nel merito delle questioni di illegittimita' sostanziale eccepite.
"Sulla base di tali profili di illiceita', confermati in sede di indagine da una consulenza tecnica che, tra l'altro riconosceva un'ulteriore contestazione in ordine all'erronea qualificazione come pertinenza degli ultimi due piani dell'opera - pari a complessivi 900 mq destinati a piscina e centro fitness - ed alla relativa esclusione dal computo totale della volumetria autorizzata e autorizzabile - si legge in una nota - la Procura della Repubblica ha chiesto ed ottenuto il sequestro preventivo dell'opera, essendo stato rilevato un 'periculum in mora', in relazione all'offesa al territorio e all'equilibrio urbanistico insito nella ultimazione della costruzione in mancanza di un idoneo provvedimento amministrativo".



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