Milano/ Scala, per la prima il Comune si trasforma
PRIMA DELLA PRIMA Le signore hanno già iniziato a scegliere il vestito da mettere per la prima. Del resto, l'occasione è di quelle che capitano una volta all'anno per le più fortunate, una volta nella vita per le altre. La Prima della Scala. Quella che rischia sempre di saltare grazie ai sindacalisti della Fials. Quella alla quale non parteciperà, secondo rumors, Cesare Geronzi e consorte. Quella dove vanno le persone più per fare affari che per ascoltare la musica. Della quale, peraltro, notoriamente non ne capiscono molto. Tanto che gli esiti sono sempre imprevedibili: o ci si spella le mani o ci si fa rauchi a forza di fischi. Ma torniamo alla Prima. Il parterre comincia ad affollarsi, e mancano ancora quattro giorni all'evento. Saranno presenti cinque ministri. Bondi della Cultura, La Russa della Difesa, Alfano della Giustizia, Rotondi del Programma. Non mancherà Gianni Letta. Silvio? Non si sa, ma può essere che almeno un salto all'opera lo faccia. Difficile invece il dopocena principesco a Palazzo Marino. Ci saranno invece il cancelliere austriaco, il presidente slovacco, l'ambasciatore americano e quello francese. Questo per le istituzioni. Poi ci sono le imprese. Non si dubita della presenza dei maggiori tycoon. Che saranno tallonati da star come Beckham, con tanto di accompagnamento dell'ex cantante Victoria, sua moglie. Il Don Carlo è opera italiana, italianissima. Magari gli ospiti non si annoieranno. Quel che è certo è che non si tireranno indietro dalla cena di gala che segue lo spettacolo. Costerà ben 400mila euro, con una lista degli invitati top secret (che poi tanto secret non è: basta mettere i vip più vip e il gioco è fatto) che si è allungata fino ad 800 nomi. A sfamare le personalità saranno gli chef del bergamasco "da Vittorio", con un buffet di pura ispirazione meneghina. Poi, la cena. Tradizionale che di più non si può. Risotto alla milanese con zafferano afghano, bocconcini di vitello con carciofi, dessert assortiti "oscurati" da panettone d'autore. Tempo di austerity per tutti, insomma. Un ultimo dettaglio. Ci saranno i contestatori. Insieme al freddo, ai cappotti, ai papillon ci sono anche loro nella tradizione della Prima della Scala. La miglior occasione per cinque minuti di celebrità. Da dividere equamente tra i vari gruppi contestatori. Milano/ La Scala apre ai giovani Teatro/ Aspettando il 7 dicembre tra le maschere e il coro della Scala Intervista a Fiorenza Cedolins, soprano del Don Carlo scaligero Prima Scala Milano/ Il giro d'affari ammonta a 750mila euro Scala/ La prima del 7 dicembre in diretta su Sky LA POLEMICA Prima Scala Milano/ Majorino ad Affari: "Gesto di sobrietà, i soldi degli sponsor al volontariato" LA RISPOSTA "E' una polemica fuori luogo. Quando si invitano delle persone e' carino invitarle anche a
Trasformare il cortile di palazzo Marino inun giardino incantato illuminato dalla sola luce lunare. È questa l'idea dell'allestimento della cena di gala che si terrà dopo la prima della Scala in Comune. Un allestimento, quello curato dagli architetti Laura Sartori Rimini e Roberto Peregalli e presentato nel corso di una conferenza tenutasi stamani alla Scala, in cui elementi geometrici come palle, esaedri e obelischi rivestiti di verde faranno da cornice all'architettura del palazzo. Altro elemento portante dell'allestimento sarà la luce che darà, secondo quanto riferito stamani, un effetto di "freddo candore lunare", grazie a degli speciali proiettori che verranno installati nel cortile di palazzo Marino.
Milano/ Scala, la Moratti veste Armani per la prima
cena". Così il sindaco, Letizia Moratti, a margine della inaugurazione di "BikeMi"
Per l'occasione, inoltre, le Raccolte d'Arte metteranno a disposizione quattro quadri, normalmente esposti nelle sale di rappresentanza, da appendere nel cortile centrale di palazzo Marino. "Il Giudizio di Salomone" e "Salomone davanti a David" di Ercole Procaccini e "Visione di San Giovanni a Patmos" e "San Sebastiano curato dalle pie donne", attribuiti a Emilio Savonanzi. Dal cortile sarà anche possibile accedere alla stanza interamente foderata di velluto per visitare "La conversione di Saulo" di Caravaggio. "È un allestimento basato interamente sul verde, ci saranno pochissimi fiori - spiega Rimini -, e per la luce ci siamo ispirati ad atmosfere calde e lunari". Per Peregalli si tratta di "un riferimento ai giardini manieristi barocchi: forme geometriche scendono dall'alto fra gli archi di palazzo Marino come se venisse costruita un'architettura del verde all'interno dell'architettura manierista del palazzo".
Il menu della cena sarà invece firmato dal ristorante "Da Vittorio" e sarà composto da un antipasto di tartare di salmone affumicato marinato con crema acida, il tradizionale risotto alla milanese con zafferano afgano come primo, una dadolata di ossobuco con purea di patate di secondo e, per concludere, torrone e panettone di produzione dello stesso ristorante. "Siamo onorati di esser stati scelti per la seconda volta per questo importante evento - dichiara lo chef Enrico Cerea -, poter cucinare per 900 persone a palazzo Marino è una bella impresa, calcolato anche che tutto è cucinato al momento, nulla è scaldato o preparato prima". A coordinare l'organizzazione della cena è invece Francesco Cerea, che al riguardo spiega: "la durata è un'ora, un'ora e dieci al massimo per 4 - 5 portate. C'è stato richiesto un bis, speriamo di fare bella figura".
GLI ADDOBBI FLOREALI - "Un addobbo in equilibrio con l'impostazione scenografica del 'Don Carlo' di Giuseppe Verdi" coså Anna Lucia Carbognin, Presidente dell'Associazione Dettaglianti Fiori e Piante della Provincia di Milano aderente all'Unione del Commercio spiega l'addobbo floreale, che anche quest'anno, come tradizione, vede impegnati, con un'opera volontaria, i fioristi con la sponsorizzazione di Interflora Italia spa. Addobbo che riguarda, con 2mila rose bianche avalanche, accompagnate da rami di ginestra bianca e dal verde (foglie di chamerus, aspidistra e verde asparagus plumoso), il palco reale, i foyers e gli spazi interni. Alle signore, all'uscita dal teatro, sarÖ donata una rosa bianca, offerta dall'Unione del Commercio di Milano. Dal 1985 i fioristi milanesi - salvo brevi interruzioni - hanno in varie forme sempre curato l'allestimento floreale del Teatro alla Scala. "E' un lavoro per noi sempre impegnativo, ma molto gratificante - conclude Anna Lucia Carbognin - quale segno di riconoscenza nei confronti di uno dei simboli dell'eccellenza di Milano".


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