Milano/ Rumors: Provinciali, i sondaggi stroncano il Pd. Ma Penati è pronto alla controffensiva

Mercoledì, 28 gennaio 2009 - 10:52:00

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I sondaggi non gli danno scampo. Ma Filippo Penati è pronto alla controffensiva. Il presidente della Provincia di Milano, stando ad alcuni dati segreti del Pd, sarebbe staccato di almeno 10 punti dal candidato di Centrodestra indipendentemente da chi verrà scelto tra l'azzurro Podestà e il vice sindaco di Milano De Corato. Come ha fatto sapere un noto sondaggista ad Affari "anche un gatto vincerebbe contro Penati a Milano. Il Centrodestra è forte di un vantaggio difficilmente scalfibile. Ad oggi la fiducia di cui gode Berlusconi e il Centrodestra a Milano è di circa il 60%. Penati potrebbe fare solo una bella figura"

A confortare il numero uno di Palazzo Isimbardi viene in soccorso Forza Italia con un sondaggio: Filippo Penati è molto più conosciuto dai milanesi rispetto al prescelto di Silvio Berlusconi, Guido Podestà: 89% contro il 6%. Tradotto: Penati gode di una trasversalità maggiore rispetto ai suoi candidati.

Ma oltre ai numeri ci sono le strategie politiche e i conflitti interni al Centrodestra ad alimentare le speranze dell'ex sindaco di Sesto San Giovanni. Partiamo dalle strategie. Penati confida moltissimo nella lista per il presidente che sosterrà la sua candidatura: i nomi illustri che entreranno potrebbero fargli ottenere più voti di quelli che prenderanno i partiti della coalizione che lo sosterrà. Il numero uno di Palazzo Isimbardi punta poi sul fattore tempo visto che la sua campagna elettorale è praticamente già iniziata dal discorso del teatro Carcano di dicembre. Il Centrodestra invece è ancora fermo al palo dilaniato dai conflitti interni.

E' proprio questa la chance maggiore di cui potrebbe godere Penati: la guerra di trincea in atto nel PdL tra Fi e An sul nome dello sfidante di Penati e l'eventuale corsa solitaria della Lega. Il vero nodo da sciogliere per i vertici del Pdl è la provincia di Brescia. Se il candidato dovesse essere di Alleanza nazionale, in pole c'è Viviana Beccalossi, La Russa lascerebbe campo libero a Podestà. Ma An deve fare i conti anche con il Carroccio che non molla la presa su Brescia. Le parole di Matteo Salvini, leader milanese del Carroccio, qualche settimana fa ad Affari sono state chiare: "Vogliamo Bergamo e Brescia. Non siamo mica la Croce Rossa". Più chiaro di così...

In più c'è il capitolo Udc ancora aperto. Non è affatto scontato che il partito di Luigi Baruffi si presenti con Pdl e Lega fin dal primo turno e non è un mistero che le trattative tra Udc e Democratici vadano avanti a ritmo serrato. Intanto i centristi hanno posto l'aut aut agli alleati di Centrodestra: ci presentiamo con voi al primo turno solo se candidate un nostro uomo a Lodi e Cremona. Vedremo se verranno accontentati. Altrimenti, per il numero uno di Palazzo Isimbardi, si aprirebbe un'autostrada al centro. Una strada comunque sdrucciolevole  visto che una svolta al centro provocherebbe più di un mal di pancia nella Sinistra democratica e nei Verdi fedeli alleati di Penati

La partita è complicata, ma solo il Centrodestra può regalare la riconferma a giugno di Filippo Penati. Il 2 febbraio, quando ci sarà l'incontro decisivo tra i maggiorenti di An, Fi, Lega e Udc, Penati si aspetta un regalo di Natale posticipato.

Daniele Riosa

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