Milano/ Rumors: ecco perché la Moratti pensa di licenziare Catania
Di Antonio Vanuzzo
Un uomo sempre più solo. Così dalle stanze di Palazzo Marino viene dipinto Elio Catania, Presidente e amministratore delegato di Atm, l'azienda pubblica di trasporti controllata dal Comune. In queste ore è in corso l'assemblea dei soci, e fonti interne fanno sapere che la Moratti potrebbe addirittura chiedere la testa del manager. Il perché è presto detto: dopo la riunione di ieri in commissione regionale Trasporti, ritorna sul tavolo la questione incidenti. Secondo Atm, su un totale di 1500 mezzi, nel 2008 i deragliamenti dei tram sarebbero diminuiti del 41% rispetto al 2007, mentre gli scontri stradali avrebbero segnato un meno 15%. 
Elio Catania
Numeri che stridono con la realtà dei fatti: solo nella giornata di ieri si sono verificati due sinistri e tre persone sono finite all'ospedale, per fortuna senza riportare lesioni gravi. «La diminuzione degli incidenti in superficie è una barzelletta per calmierare l'animo degli utenti» denuncia senza mezzi termini un portavoce dei Cobas, che ha chiesto l'anonimato. Secondo il sindacato dei tranvieri, infatti, tale riduzione sarebbe dovuta «esclusivamente al calo del traffico nell'area ecopass». Oltre al fatto che, sul piano infrastrutturale, «sui binari gli scambi automatici per svoltare verso sinistra sono stati tolti, ed ora ogni volta il conducente deve scendere dal mezzo e attivare il meccanismo manualmente. Questa misura è stata adottata dall'azienda perché si è accorta che i sinistri più gravi avvenivano sui binari che intersecavano il piano stradale in quella direzione». Insomma, ampliare e mettere a norma i depositi, aumentare il parco mezzi di 300 unità e incrementare gli investimenti dagli attuali 206 ai 396 milioni di euro, non sembrano misure sufficienti a mettere in salvo Catania.
Principale imputato il suo stipendio da star: 400 mila euro l'anno. Una cifra in contraddizione con le norme dell'ultima finanziaria e soprattutto con il parere della Corte dei Conti, che ha stabilito un tetto di retribuzione per i dirigenti di imprese pubbliche non superiore al 70% dell'onorario del Sindaco. Visto in quest'ottica, il problema sicurezza diventa quindi una questione di immagine: fonti del Comune affermano che sarebbero gli stessi membri del Pdl, area di provenienza del manager, a volere le sue dimissioni.



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