Milano/ Scoppia la polemica sui manifesti pubblicitari con donne perquisite in modo violento da poliziotti
"La pubblicità non va demonizzata ma veicolata dandole una prospettiva etica. Ci sono valori culturali che devono essere riconosciuti". Questa la posizione dell'assessore comunale alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory, riguardo alle polemiche sui manifesti pubblicitari choc e sull'eventualita' della loro rimozione anche a Milano. "La pubblicita' - ha detto l'assessore a margine della presentazione della mostra su Filippo Tommaso Marinetti alle Stelline - deve essere accompagnata da un giudizio etico, senza pero' cadere nel qualunquismo e nel perbenismo".
"Ho visto con meraviglia e fastidio sui tabelloni pubblicitari della città i manifesti di una marca d'abbigliamento che ritraggono un poliziotto di un altro Paese mentre perquisisce in modo violento e offensivo una donna. Si tratta di una pessima pubblicità, di cui hanno già parlato i media, perché è lesiva della dignità della donna ed allusiva del rapporto fra sesso e violenza, proprio quando nel nostro Paese gli stupri, dentro e fuori le mura domestiche, stanno diventando una vera e propria piaga sociale" E' quanto dichiara Francesca Corso, assessore della Provincia ai diritti dei cittadini e alla difesa dei consumatori. "Stupisce che a Milano non si sia impedita tale affissione, trincerandosi dietro la presunta impossibilità di vietarla in un circuito privato, mentre a Roma, a Napoli, a Padova il Sindaco ha vietato l'affissione di questi manifesti. A Milano - aggiunge - si usa il pugno di ferro verso i deboli e gli emarginati praticamente su tutto, mentre si rimane inerti e impotenti davanti a eventi mediatici come questo, che dovrebbero essere impediti senza alcuna titubanza. Occorre intervenire, e subito. Lo chiedo alla Giunta della città, lo chiedo al Sindaco".
Carla De Albertis, leader di NordDestra, fa sua la battaglia lanciata a Roma da Souad Sbai, deputata PdL, contro la ormai nota pubblicità che ritrae donne in abiti succinti picchiate da agenti di polizia. "Sbai ha perfettamente ragione, dichiara De Albertis, la politica ha il dovere di intervenire per impedire la diffusione di messaggi che inneggiano pericolosamente alla violenza contro le donne." "Il Comune di Milano - osserva l'esponente di NordDestra - non può permettere che la città venga tappezzata da quei manifesti, trincerandosi - come ha fatto l'Assessore Cadeo, dietro la presunta impossibilità di intervenire sugli spazi pubblicitari privati". "Qui non si tratta di trovare scuse alla propria impotenza - rincara De Albertis - ma di assumersi la responsabilità politica di agire, sempre e comunque, contro ogni forma di esaltazione della violenza e di discriminazione contro le donne". "Quella pubblicità - chiosa De Albertis - è non solo offensiva, ma pericolosa. Da un sindaco donna ci si attenderebbe una maggiore consapevolezza rispetto a come si fa davvero una politica delle pari opportunità."



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