Milano/ Prosegue l'iniziativa Prendetevi anche le nostre impronte
Duemila moduli per il rinnovo del passaporto con altrettante impronte digitali, appesi a un filo davanti alla Prefettura di Milano e pronti per esser consegnati al Prefetto, Gian Valerio Lombardi. Questa l'iniziativa, chiamata "Prendetevi anche le nostre impronte”, organizzata dalle associazioni riunite nella Rete migrante di Milano. Una protesta contro la “schedatura etnica” e le altre disposizioni decise dal Governo in materia di '“emergenza rom”.
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All'angolo tra corso Monforte e via Vivaio è stato appeso uno striscione con la scritta: “Milano città libera e accogliente”. Sopra un filo appeso tra il semaforo e un cartello dell'Atm, invece, i moduli con le impronte lasciate a inchiostro e la frase: “Chiedo la schedatura delle impronte digitali in solidarietà con i popoli rom e sinti”. Le impronte sono state raccolte dalle associazioni in due diverse occasioni: “In quella del 14 luglio, in piazza Mercanti -dice Piero Maestri, consigliere provinciale di Sinistra critica- a partecipare è stata gente non appartenente a nessun movimento, che appena uscita da lavoro si è messa in coda per lasciare la propria impronta” .
Dai manifestanti è arrivata anche una risposta al Prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, e al vicesindaco De Corato. Al termine della riunione del Comitato Provinciale per la sicurezza, Gian Valerio Lombardi aveva ricordato che "a oggi non abbiamo raccolto alcuna impronta a Milano", Riccardo De Corato aveva definito la protesta una "messinscena". "La vera messinscena - dice Luciano Muhlbauer, consigliere regionale del Prc - è stata la creazione di un archivio etnico e il censimento a cui è sono stati sottoposti cittadini italiani. Non avranno preso le impronte, ma al campo di via Impastato si è arrivati al grottesco di fotografare i documenti d'identità di queste persone rilasciati dal Comune di Milano".



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