Milano/ Oh bej Oh bej: ambulanti e milanesi divisi sugli abusivi
Milano/ Oh bej Oh bej: ambulanti e milanesi divisi sugli abusivi
Mentre gli ambulanti abusivi presidiano piazzale OGGI SU AFFARITALIANI
Cadorna, le bancarelle regolari che si snodano nelle vie attorno al Castello Sforzesco hanno aperto i battenti per la fiera degli Oh bej Oh bej, il tradizionale mercato milanese che si tiene nei giorni della festa cittadina di Sant'Ambrogio. Poche le persone a passeggio, complice la pioggia e il giorno lavorativo, ma i commercianti sono fiduciosi di fare buoni affari nei prossimi giorni. Sulla linea dura intrapresa dal Comune contro la presenza di venditori abusivi, le posizioni tra cittadini comuni e venditori ambulanti sono diverse.
"Oggi si gira bene - dice Maria , una milanese sulla sessantina - e penso che il Comune faccia bene a non far lavorare gli abusivi". Sulla stessa linea, Tapha, un ragazzo senegalese che vende oggetti in legno tipiche del suo Paese. "Io - racconta - pago quasi 500 euro per lavorare. E' giusto che chi non paga non lavori". "Non capisco questo piede di guerra contro gli abusivi - dice invece un ambulante che vende lampade etniche - in fin dei conti anche loro richiamano gente. A noi non danno alcun fastidio".
Il ragazzo con la bancarella di cianfrusaglie accanto dice: "se il Comune continua ad alzare le tariffe alla fine diventeremo abusivi anche noi". Edoardo ha una bancarella di minerali. "Siamo tutti qui per lavorare - dice - e gli abusivi sono nella storicita' di questa fiera. La cosa migliore sarebbe regolarizzarli, facendogli pagare un prezzo più basso di quanto paghiamo noi, e farli lavorare". Valentina, invece, e' una studentessa universitaria a passeggio e pensa che "senza gli abusivi questa fiera e' finita. Sono loro i più caratteristici, quello che si vede qua si puo' trovare anche al mercato sotto casa". Emanuele, infine, spiega che "senza gli abusivi la parte più bella non c'e' più e cosi' e' solo una fiera come tante altre".



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