Milano/ Leader del Pd. Faccia a faccia ad Affari Corritore-Draghi, confronto-scontro
GLI SLOGAN - Davide Corritore: "Il mio slogan è questo: il futuro è più presente. Poche parole per dire che dobbiamo pensare al futuro, capire cosa sta succedendo, e spiegarlo alla gente".
Stefano Draghi: "Le mie parole d'ordine sono: la politica come strumento di più felicità pubblica. Vorrei dire che non ho in mente vecchi modelli, e la mia storia lo dice. Ho contribuito a cambiare i vecchi partiti per farne uno nuovo. Ma non sono così sciocco da buttare via il bambino con l'acqua sporca. Non c'è nuovo senza storia".
PUNTI DEBOLI E PUNTI DI FORZA - Alla domanda del direttore Perrino: "Quali sono i punti di forza che invidi all'avversario?", i due candidati hanno risposto così. "Il punto debole di Corritore? - ha spiegato Draghi - La sottovalutazione che fa del fatto che siamo un partito politico. La politica è molto distante dalla sua logica. Lui ha una concezione razionale della politica, in cui c'è ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Invece la politica ha a che fare con questioni che sono molto più ampie della razionalità"
"Il punto debole di Stefano Draghi? Un già visto - ha risposto Corritore - Porta con sè la concezione di un partito che in questi vent'anni ha già dato. Non è un problema di rinnegare le origini. A me non piace la cultura della dietrologia, dell'ideologia. Si deve rompere questo meccanismo della cooptazione. Ho fatto battaglie su questo. Nell'appoggio a Stefano Draghi cosa troviamo? Tutti coloro che hanno gestito il partito dalla fase successiva a tangentopoli ad oggi. Credo che ci debba essere una discontinuità".
Sui punti di forza, Corritore ha spiegato che di Draghi invidia "la sensibilità. Mi piace quel lato di Stefano, mischiato però con un lato politico". Sul fronte opposto, Draghi ha spiegato che di Davide invidia "l'ingenuità, che è una cosa sulla quale lui punta molto. Ma è anche un limite abbastanza grave. In politica bisogna stare attenti. La politica è un'attività talmente complessa che non bisogna essere ingenui".
LA POLEMICA - Nel corso della diretta, uno scambio di battute è stato particolarmente "caldo". Draghi: "Va ricordata come è nata la tua candidatura, Davide. I candidati alla segreteria provinciale erano Casati, Corritore e Antoniazzi. A un certo punto per qualche motivo la candidatura di Corritore è sparita". Corritore: "Che io fossi candidato al provinciale non è vero. Corritore non ha fatto un patto con Casati. Io ci metto sempre la faccia. Io ho sempre sostenuto le elezioni per la segreteria cittadina. Caro Stefano, se sei candidato a queste elezioni, è anche perché io sostenni il principio democratico. Devo dire però che Stefano godrà del fatto che è in atto un'arena anche di diffamazione. C'è un tam tam poco etico che circola. C'è un'infamia politica - dalla quale Stefano si deve dissociare - che parla di scambio di voti a mio favore. Non è vero". Draghi: "Il problema è che altri offrono per te. E tu dovresti intervenire, non io. E' la coda velenosa degli strappi regolamentari avvenuti con l'elezione di Casati a giugno. Siccome il segretario provinciale appoggia la candidatura di Corritore si è creata un'ambiguità pericolosa". La replica di Corritore: "Draghi, se non si dicono nomi e cognomi, è infamia politica. Questa è l'etica e la trasparenza. Io ci sto mettendo la faccia". Draghi: "Ho capito che persone che dovevano firmare la mia candidatura sono state sottoposte a una pressione in questo senso e messe di fronte a una diversa alternativa".
![]() Guarda il video del confronto-scontro tra Corritore e Draghi |
IL RINGRAZIAMENTO - "Siamo davvero lieti di ospitare il faccia a faccia e ringraziamo Davide Corritore e Stefano Draghi per aver accettato il nostro invito", dice il direttore di Affaritaliani.it. "Ci inorgoglisce il fatto che sia stata riconosciuto al nostro giornale e alla sua comunità crescente di lettori le qualità di una agorà indipendente e pluralista, giornalisticamente molto attenta a un passaggio chiave nella storia del Pd milanese e anche nazionale".



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