Milano/ Coordinatore del Pd: Davide Corritore si candida ufficialmente
Davide Corritore rompe gli indugi e si candida per la carica di coordinatore cittadino del Partito democratico. Il consigliere comunale del Pd dovrà vedersela con il suo amico Stefano Draghi la cui candidatura però non è ancora ufficiale. A meno che non escano candidature dell'ultima ora. L'elezione del leader milanese è prevista per la metà di novembre. Ad eleggerlo saranno chiamati i circoli dislocati in città
La lettera di Davide Corritore inviata a Pier Vito Antoniazzi in cui annuncia la sua candidatura a coordinatore cittadino. E nella missiva Corritore chiede l'appoggio dei 15 che hanno firmato l'appello per un maggior coinvolgimento dei circoli: Tiziana Baldini, Filippo Barberis, Andrea Boscaro, Marco Campione, Teresa Cardona, Rossella Collina, Diana De Marchi, Francesco Laforgia, Francesca Madeddu, Francesco Maria Mariotti, Savino Natalicchio, Marella Reitani, Giorgia Sanguinetti, Pietro Torresan, Marco Volante
Cari democratici di Milano,
quando un anno fa decidemmo di aderire in tanti alla fase costituente del Partito Democratico, eravamo accompagnati dal fervore che accompagna le cose nascenti. Non sapevamo che volto e corpo avrebbe avuto questo nuovo partito, ma sentivamo che ognuno di noi avrebbe potuto contribuire alla sua crescita dando il meglio di sé. L'idealizzazione per la sua vita futura era molto forte, così forte da spiegare tanta parte della disillusione che riscontriamo in tanti. Una disillusione che in alcuni si trasforma a volte in rabbia, per la percezione di un'attesa tradita. Sì, perché credo sia questa l'origine del malessere di tanti democratici: il senso di smarrimento per una nuova identità annunciata e spesso non praticata, sia nei processi partecipativi interni che nella visione della società esterna. Sui processi interni la mente torna alle nostre primarie fondative: senza preferenze e con meccanismi di cooptazione che hanno rinnovato l'antica tradizione che vedeva pochi decidere per tutti, usi e costumi rinnovati anche nella selezione delle candidature per il parlamento. A ciò si è aggiunta la sconfitta elettorale, cocente perché inattesa in quelle dimensioni, cocente perché la vocazione maggioritaria aveva per il momento provocato più vuoti tra i nostri vicini che tra i nostri avversari, cocente perché si capì che la traversata verso un nuovo futuro sarebbe durata anni. Alla delusione della sconfitta è seguito - soprattutto nei nuovi arrivati e nei più giovani- un certo disagio per le dinamiche interne al partito, spesso legate ad aspirazioni di potere interno anzichè a volontà di interazione tra esperienze.
E' anche in questo contesto emotivo che Milano si avvicina alle elezioni del coordinatore cittadino del prossimo 16 novembre, carica a cui ho deciso di candidarmi. Ci si chiederà, perché - dopo un'analisi così cruda della situazione - abbia deciso di farlo. Perché non voglio rinunciare alle speranze comuni di un tempo, perché credo che il disagio esprima il desiderio di rinnovare le passioni, perché credo nella capacità degli uomini di allearsi nei momenti di maggiore difficoltà. Se riuscirò ad essere eletto inseguirò soprattutto questa alleanza: essere squadra e fare squadra, attingendo dalla risorsa collettiva dei circoli per costruire un progetto politico milanese fortemente motivante. E cercherò questo senso di squadra fin da questo istante, chiedendo firme di sostegno alla mia candidatura in modo trasversale, cercando di superare gli assetti precostituiti che hanno caratterizzato la storia anche recente di questo partito. Non riuscirei mai ad essere il candidato di correnti o il candidato di correnti che si incontrano, ma solo di persone che decidono di innovare collettivamente - e in profondità - idee, proposte, e linguaggi della propia esperienza.



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