Milano/ Il Comune nel vicolo cieco di Chinatown. Grossisti cinesi sono sul piede di guerra
La vicenda sempre più intricata dell’isola pedonale nella zona di via Sarpi rischia di trasformarsi in un grosso guaio –politicamente parlando –, ovviamente a Chinatown. Dopo l’accelerazione decisa dal Comune all’inizio di maggio e i lavori partiti ad agosto, il rinvio di un mese ha messo in allarme i residenti per i quali la ZTL sembra essere l’ultima speranza per arginare e magari indurre al trasloco il commercio cinese all’ingrosso. Lo stop provvisorio mette in luce anche l’assoluta confusione che regna a Palazzo Marino circa l’intera vicenda. Il fatto è che la pezza rischia di essere peggiore del buco.
“La ZTL è stata fatta per mettere sotto pressione i grossisti cinesi e indurli ad andarsene.” Ha ribadito ancora una volta il vice Sindaco in diretta televisiva. Non ha svelato un segreto, ma l’ammissione mostra come Palazzo Marino stia rischiando di imboccare un vicolo cieco. Dopo la “rivolta di Chinatown” dello scorso anno la situazione è precipitata e dopo anni di disinteresse, Palazzo Marino si è trovato costretto a cercare una soluzione. Come per la moschea di viale Jenner è stata la Lega –nel caso di Chinatown con il supporto dell’opposizione– a dettare i tempi e mentre la trattativa con i grossisti cinesi procedeva a singhiozzo per poi arenarsi definitivamente, le pressioni per la pedonalizzazione dell’area si sono concretizzate lo scorso maggio.
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Peccato che lo strumento –ovvero la ZTL– rischia di non risolvere il problema, anzi potrebbe renderlo ancor più ingestibile. I grossisti infatti non hanno alcuna intenzione di andarsene. I residenti, giustamente esasperati, iniziano a sospettare che l’area pedonale servirà a poco. Ancora una volta –come per viale Jenner– si è proceduto a tentoni, senza una strategia, senza tenere conto che l’adozione di una decisione ha delle conseguenze e che l’utilizzo di uno strumento –in questo caso la ZTL– non può avere efficacia se non inserito in un contesto più ampio. A questo punto Palazzo Marino non ha molte scelte: la pedonalizzazione di “Chinatown” è una strada obbligata, sia per le pressioni della Lega che per quelle dei residenti ma quando sarà evidente che poco o nulla cambierà è facile prevedere un’ulteriore escalation per un problema che avrebbe dovuto essere risolto quando era ancora gestibile.
Da chiamamilano.it



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