Milano/ Chinatown chiusa alle auto
“L'arrivo della Ztl in via Sarpi e dintorni non causerà la crisi dei grossisti cinesi. Superate le difficoltà iniziali, i negozianti sapranno adattarsi alla nuova situazione”. E' l'opinione di Daniele Cologna, sinologo dell'agenzia di ricerca sociale Codici. “L'attività dei grossisti di via Paolo Sarpi non ha grandi dimensioni, assomiglia a una vendita al dettaglio con margini più ampi, e questo tipo di attività non è mai stata messa in difficoltà dalla pedonalizzazione del quartiere. Basta vedere quanto accaduto al quartiere Marais di Parigi, dove il commercio demi-gros è gestito da molti negozianti di nazionalità cinese”. 
Scarso quindi l'effetto che l'intervento previsto da metà settembre potrebbe avere sulle attività economiche. A mettere in difficoltà alcuni titolari di negozio di via Sarpi, precisa Daniele Cologna, “è l'alto tasso di concorrenza che si accompagna ad alti costi di gestione”. Tramontato il progetto dell'Asian Trading center al Gratosoglio, con il trasferimento dei grossisti cinesi alla periferia di Milano, il ricercatore commenta che “sarebbe stato una buona opportunità che però non si è concretizzata anche a causa di una ingiustificata paura della popolazione italiana, convinta che con i grossisti si sarebbe spostata al Gratosoglio l'intera Chinatown”.



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