Milano/ Asili, continuano le proteste delle educatrici
Protesta delle educatrici dei nidi e delle materne comunali durante il convegno di presentazione delle iniziative educative per la scuola 2008-2009, in sala Alessi a palazzo Marino con l'assessore comunale all'Educazione e Politiche sociali Mariolina Moioli. Durante la presentazione, i rappresentanti sindacali delle educatrici hanno chiesto la parola e Tatiana Cazzaniga, della Cgil, è intervenuta sul palco per illustrare "l'emergenza in atto" nei nidi e nelle materne e chiedendo una "risposta immediata" da parte dell'assessore, raccogliendo un forte applauso nella platea. Dopo la risposta di Moioli, che ha spieato di "essere preoccupata quanto voi", accolta da alcuni "buuh", circa metà delle persone presenti hanno lasciato Sala Alessi. Le educatrici sono al momento riunite davanti a palazzo Marino.
"Noi abbiamo dato continuità razionalizzando e rispettando le norme che sono alla base del sistema delle scuole paritarie. Non possiamo tenere 12 classi in cui ci sono in tutto 17 alunni. Tenere classi con due alunni non è concesso dalla legge, che anzi impone almeno 8 iscritti". Così l'assessore all'Educazione e Politiche sociali del Comune, Mariolina Moioli, a margine della presentazione delle iniziative educative per la scuola 2008-2009 ha risposto riguardo ai timori sulla chiusura dei corsi delle scuole civiche.
"A tutti viene data una opportunità formativa - ha assicurato - secondo le indicazioni che ho ricevuto dalla Commissione consiliare Scuola, attraverso una collaborazione significativa con l'Ufficio scolastico provinciale". Moioli ha confermato che "assolutamente non ci sarà nessuna conclusione dell'esperienza delle scuole civiche di Milano, come è stato paventato: è puramente strumentale. Noi razionalizziamo soltanto. Se abbiamo due volte al giorno la stessa proposta formativa, la diamo una volta ma in modo da ricomprendere tutti. Se facciamo dei corsi di idoneità al mattino e alla sera, li facciamo alla sera perché così salvaguardiamo la possibilità di partecipare a coloro che lavorano, e al tempo stesso possono partecipare quelli che non lavorano. E dove l'offerta formativa statale è in grado di assorbire parte del bisogno formativo, e c'è lo spazio per poterlo fare, noi collaborando diamo la possibilità ai ragazzi di frequentare la scuola statale".



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