Milano/ Antonveneta: la scalata dei furbetti diventa uno spettacolo teatrale
Fiorani e Ricucci tornano in scena. A teatro, pero'. I "furbetti del quartierino", infatti, protagonisti nell'estate del 2005 della tentata scalata ad Antonveneta, arrivano in teatro, all'Olmetto di Milano, dove da lunedi' prossimo in prima nazionale andra' in scena "Diluvio universale - The rise and fall of Gianpy", scritto e interpretato da Eugenio de' Giorgi, attore e autore teatrale. Lo spettacolo e' stato presentato stamani dall'autore nel corso di una conferenza stampa. Gianpy, ovviamente, e' Gianpiero Fiorani, l'ex numero uno della Banca Popolare di Lodi. Oltre a lui, ci sono tutti gli altri, dal bresciano Emilio Gnutti (Chicco) a Stefano Ricucci (Ste') e Danilo Coppola (Da'), fino all'ex governatore Fazio (Sant'Antonio), il senatore di Forza Italia Luigi Grillo (Cri' Cri') e Silvio Berlusconi (Sciacchetra'). "Si tratta di personaggi tragicomici, da commedia dell'arte - ha detto De Giorgi - per questo me ne sono innamorato e ho deciso di portarli in scena". Ma piu' che ricostruire l'intera vicenda finanziaria, "su cui potremmo fare altre decine di spettacoli" dice l'autore, a De Giorgi interessa un'altra cosa: "descrivere la psicologia e il carattere bislacco dei personaggi, il loro conversare d'alta finanza in anglo-bresciano, i vizi e i vezzi di chi, come Gianpy, si guarda allo specchio, si piace e ripete: 'La vita e' cara'". 
Giampiero Fiorani
Lo spettacolo e', in realta', un monologo con de' Giorgi che interpreta tutti i personaggi. Per farlo, spiega, "mi sono dovuto documentare leggendo tutta la rassegna stampa, con le migliaia di intercettazioni pubblicate, ma ho anche raccolto diverse testimonianze esclusive di alcune persone che conoscevano molto bene i protagonisti". "Quello che racconto - conclude de' Giorgi - e' tutto vero ed e' uscito sui giornali". Uno spettacolo dove realta' e denuncia si intrecciano, a cominciare dal titolo scelto, "Diluvio universale", perche' - spiega il regista - "La scalata ad Antonveneta rappresenta, grazie a Dio, la vittoria della giustizia! Uno spettacolo/denuncia, comico, ironico e irriverente, che fa accapponare la pelle; dopo avervi assistito immagino che la gente 'normale' sperera' in un diluvio universale".



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