Medico uccise la compagna e la figlia, ma è giallo. Spunta l'ipotesi del suicidio
A uccidere Claudia Ornesi e la figlia, Livia Iori, di due anni, lo scorso luglio a Crema (Cremona) sarebbe stato un cocktail di tranquillanti e butano: da soli lo Xanax e il gas per i fornelletti da campeggio non avrebbero potuto far morire la donna e la bambina, figlia del dottor Maurizio Iori, ex primario di oculistica dell'ospedale maggiore di Crema (Cremona) che è accusato del duplice omicidio e che dal 14 ottobre è rinchiuso nel carcere di Cremona.
Secondo la difesa questo è un punto a favore del medico. "Non esiste al mondo un caso di persone che si siano suicidate o che abbiano ucciso con questo mix: perché avrebbe dovuto farlo il mio assistito, che non dimentichiamolo, è un medico chirurgo, che facilmente avrebbe reperito veleni letali?" dicono gli avvocati Marco Giusto e Cesare Gualazzini, che hanno avuto un vertice con i loro consulenti (un perito farmacologico, un medico legale, un consulente biologico, oltre al consulente informatico).
Come è possibile, sostiene dunque la difesa, che un medico, primario di un reparto (oculistica) abbia pensato a un sistema tanto complesso quanto a rischio di fallimento? "Quattro bombole di butano - prosegue Giusto - sono un numero irrisorio: le perizie hanno stabilito che per saturare la stanza dove dormivano mamma e figlia ne servirebbero almeno 70. Facendo l'ipotesi, per noi assurda, della colpevolezza di Iori - che, ripeto, avrebbe potuto recuperare senza tanti problemi del curaro, per esempio - dovremmo immaginare un uomo che riesce perfettamente a calibrare le dosi di tranquillanti e gas per uccidere le due donne a fronte di nulla che possa aiutarlo in questo piano: non esiste infatti nulla, né sui libri né su internet che parli di questo cocktail da usare per sopprimere o sopprimersi. E se il mix avesse ucciso solo la bambina, più piccola e quindi più fragile? Iori si sarebbe condannato da solo. Devo dire che pure la perizia della procura, a mio avviso, è molto dubitativa in questo senso".


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