Maullu (Pdl) ad Affari: "Fli? Non ci manca". E apre all'Udc

Mercoledì, 22 dicembre 2010 - 18:19:00


stefanomaullu
Stefano Maullu
"Abbiamo portato a casa la fiducia al Senato e alla Camera. E questo grazie alla credibilità del presidente del Consiglio. E' da qui che bisogna partire. I finiani pensavano che il premier era sulla via del tramonto. Se la fiducia non fosse passata oggi ci troveremmo in una situazione diversa". Stefano Maullu, assessore del Pdl, sceglie Affaritaliani.it per dire no ai finiani e apre all'Udc. 

Fabrizio De Pasquale, in un'intervista ad Affaritaliani.it apre ai finiani e all'Udc.
"Ci sarà un'evoluzione del Pdl e non solo sotto l'aspetto del nome. Nessuno tra chi se ne è andato può venire a dirci come cambiare un partito che hanno scelto di abbandonare. Tanto di rispetto per la scelta politica diversa, non sentiamo il bisogno di quelli che se ne sono andati. Sono anche di cattivo gusto una serie di osservazioni fatte sul coordinamento regionale, a consiglieri regionali o da persone che non sono più nel partito. Esiste un coordinamento comunale che ha la responsabilità di gestire sia le politiche cittadine sia le dinamiche del Consiglio comunale. Se ne faccia carico senza delegare. La politica regionale sotto la guida di Podestà ci ha portato solo successi. Dalle elezioni provinciali, alle Amministrative, al Comune di Mantova. Risultati non discutibili. Ma se ci sono dei mal di pancia c'è una sede, il coordinamento comunale dove si affrontano queste questioni".

L'Udc deve rimanere nella maggioranza?
"E' un partito moderato, schierato su posizioni di buon senso. Con le aperture di Casini si sta riscoprendo il valore di una condivisione di valori. Il Polo delle Nazione non è nient'altro che un'aggregazione di gruppi che si sta già frantumando. Le aperture di Rutelli e Casini dimostrano che il destino di Fini è segnato. Mi preoccuperei di più di un lavoro corale e coeso che vada nella direzione di poter garantire alla Moratti il primo turno.

Esiste un problema di correnti nel Pdl?
"No, esistono agrgegazioni con sensibilità diverse che hanno una presenza strutturata. Come Comunione e Liberazione, Rete Italia. Il nostro è un grande partito nel quale si discute spesso in modo animato ma questo è positivo".

Temete il Terzo Polo?
"Non esiste. I fatti hanno dimostrato ancora una volta l'assoluta leadership di Berlusconi. Non c'è persona con il suo carisma. Il premier e Bossi sono gli unici che hanno segnato la politica negli ultimi 10 anni. A sinistra invece c'è il deserto dei tartari. Che non sa se deve fare o meno le primarie. Sono alla ricerca di un leader che non riescono a trovare. C'è una crisi devastante. Il tentativo di rilancio del Terzo Polo in salsa meneghina, cucinata alla maniera ambrosiana con Albertini leader è stato un fallimento. Le primarie del Centrosinistra e la vittoria di Pisapia, che stimo, dimostra come le decisioni dell'alto sono state respinte dalla base. Per noi l'importante è concentrarsi sulla battaglia per Palazzo Marino.

Mariela Golia

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