Massimo Corsaro (Pdl) ad Affaritaliani.it: "Se fossi in Landi mi dimetterei. E' incoerente"

Mercoledì, 4 agosto 2010 - 10:41:00


massimo corsaro

Massimo Corsaro
"Se fossi in Landi di Chiavenna me ne andrei. Sta assumendo posizioni che difficilmente sono compatibili con la linea del Pdl". Massimo Corsaro, vice coordinatore del Pdl lombardo, sceglie Affaritaliani.it per invitare l'assessore alla Salute del comune di Milano a dimettersi. E sul gruppo consigliare dei finiani, che proprio Landi sta costituendo, dice: "Non ci riuscirà. Finora ha ricevuto solo smentite",

Gallera e Fidanza chiedono le dimissioni di Landi di Chiavenna. Ma l'assessore non molla e rimane al suo posto. Che cosa dovrebbe fare?
"Fui io ad indicare Landi al sindaco Moratti come una valida persona che potesse rappresentare An nella giunta comunale. Da allora non ho più parlato con l'assessore. Mi pare però che in questo momento il suo posizionamento nel partito che lo ha indicato sia per lui un motivo di disagio e di sofferenza".

Si spieghi meglio?
"Sta assumendo posizioni che difficilmente sono compatibili con la linea del Pdl. Landi sta aderendo a un progetto nazionale che ha provocato una rottura importante alla Camera. Se fossi suo posto mi sentirei più in pace con me stesso se decidessi di rinunciare a un ruolo che mi è stato affidato da un partito e da persone verso le quali non sento più una comunanza di linea politica. Non ne voglio fare però un martire e non ci sarà un mio intervento nei confronti del sindaco Moratti. Landi non ha fatto danni politici ma la questione è relativa alla sua coerenza e alla sua coscienza. Ripeto se fossi al suo posto me ne andrei".

Che cosa ne pensa del gruppo consigliare finiano  che Landi sta cercando di costituire?
"Le adesioni di cui ha parlato sono state smentite dagli interessati nel breve giro di pochi minuti. Dopodiché è legittimo che chi sta creando una nuova forza politica ambisca a smuovere le acque e a suscitare l'interesse dell'opinione pubblica. Ma questo è uno degli elementi che evidenziano la sua rottura. Una posizione che rende incoerente la sua permanenza all'interno di una giunta della qual fa parte perché indicato dal Pdl. Un partito verso il quale mostra di volersi allontanare tanto che intenderebbe, ma non ci riuscirà, dare vita ad un gruppo consiliare a parte. Questo dimostra la sua incoerenza: non può dire che si sente bene in giunta in cui rappresento il Pdl e poi voler creare un gruppo che si allontani proprio da quel partito. La cosa può riuscire per qualche settimana, ma alla fine l'ingordigia porta sempre a un'indigestione".

Daniele Riosa

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