Masseroli (Pdl) ad Affari: "Bisogna ripartire da Alfano"

Venerdì, 3 giugno 2011 - 11:20:00


carlo masseroli
Carlo Masseroli
Tutti contro tutti nel Pdl? "Sarebbe un errore gravissimo. Bisogna ripartire dall'opposizione in Consiglio comunale. C'è lo spazio per ridare consistenza alla nostra presenza intorno a una posizione ideale che si è un po' perso in questi anni". L'assessore uscente in quota Cl e padre del Pgt, Carlo Masseroli, analizza in un'intervista ad Affaritaliani.it le conseguenze del voto. "Dobbiamo ripartire da Alfano". Formigoni per il dopo-Berlusconi? "Può ambire al ruolo". E lancia la sfida a Boeri: "Ci diamo appuntamento tra sei mesi per vedere se nel Pgt sarà contenuta l'impostazione generica del referendum. Ovvero che in tutti gli ambiti di trasformazione ci sarà il 50% di verde. Sono pronto a scommettere che non sarà così".

L'intervista

Come si spiega la sconfitta?
"L'elettorato moderato ha intravisto nella non-chiara proposta del Centrosinistra qualcosa che può avere a che fare con il bene comune, con l'interesse delle singole persone. Lo si è visto nel coinvolgimento delle persone. In quel filo attaccato con bandiere arancioni che collega due balconi da una parte all'altra della strada. Questo vuol dire che le due persone si sono parlate e si sono riconosciute in una non-chiara proposta di governo della città".

Ovvero?
"Hanno inteso che in quella proposta ci fosse una maggiore attenzione al bene comune e quindi ci fosse una maggiore credibilità nella politica. E l'hanno interpretato come qualcosa funzionale a ciascuno e non all'interesse di pochi. E' una lettura che non va sottovalutata da chi come me ritiene che la politica sia un servizio alla città".

Che cosa pensa del neosindaco?
"Ha un'origine culturale diverso dal mio. E' più dirigista, centralista e avrà a che fare con anime diverse tra loro. Avrà degli incagli dovendo passare da una lettura generale a atti amministrativi che non possono essere ambigui o generici. Noi proponiamo un approccio che si fonda sulla libertà della gente".

Che cosa l'ha convinta di Pisapia?
"Il fatto che non abbia mai preso posizioni radicali ma sempre molto morbide".

Che cosa invece non la convince?
"Non mi è chiaro come intenda dare risposte efficaci ai problemi che ha riscontrato. Il primo test saranno i referendum che sono nati in un ambito vicino al Centrosinistra. Se vogliono, visto che governano la città, possono farli diventare atti amministrativi. Ma si scontreranno col fatto che quei contenuti non sono sostenibili dal punto di vista amministrativo".

Per esempio il verde in città?
"Il Pgt si è misurato con quel tema e sono state approvate delle linee dal consiglio comunale. Boeri dice che lo cambierà in sei mesi. La legge non lo prevede. Ci diamo appuntamento tra sei mesi per vedere se nel Pgt sarà contenuta l'impostazione generica del referendum. Ovvero che in tutti gli ambiti di trasformazione ci sarà il 50% di verde. Sono pronto a scommettere che non sarà così".

Nel Pdl c'è fibrillazione. Torna l'ipotesi dei congressi.
"E' ragionevole. Il congresso mette a confronto anime diverse che hanno una visione comune e dà unità a una proposta politica. E' uno strumento efficace per fare opposizione politica. Non è uno scontro ma è un confronto necessario".

Che cosa pensa dell'ipotesi lanciata da Formigoni di fare primarie per scegliere i coordinatori regionali?
"Sono d'accordo. Mi sembra un'alternativa possibile. Aspettiamo Alfano (A Milano lunedì, ndr). Ho molto fiducia in lui, è una persona della mia generazione, ha passione per la politica e lo ha dimostrato con autorevolezza. Porterà proposte interessanti che accoglieremo e discuteremo. Una potrebbe essere quella di Roberto".

E' disponibile a guidare l'opposizione a Palazzo Marino?
"Sono a disposizione. Non è uno scontro per ottenere una leadership ma per mettersi al servizio della città".

Formigoni si candida alle eventuali primarie per il dopo-Berlusconi.
"Può ambire al ruolo ma ce ne sono anche altri. Non è tanto una questione di leadership quanto di proposta politica credibile".

E il governatore ha le carte in regole.
"Non solo lui".

Alfano, Tremonti?
"Certamente. Ma la leadership non è all'ordine del giorno. Il segnale importante è la nomina di Alfano. E' da lui che bisogna ripartire".

Mariela Golia

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