La Moioli rivela i piani di Letizia: macchè Fli. Un nuovo soggetto
Mariolina MoioliDi Mariela Golia
La conosce molto bene Mariolina Moioli, fedelissimo assessore della Moratti, al suo fianco dai tempi del ministero, e non è rimasta affatto spiazzata dell'incontro alla Camera tra l'ex sindaco di Milano e Gianfranco Fini. In un'intervista ad Affaritaliani.it, il consigliere della lista Milano al Centro rivela i retroscena del faccia a faccia. "Non sono per niente spiazzata. Continuiamo ad essere molto vicine. La Moratti è stata invitata dal presidente della Camera per parlare dei problemi del Paese, mi sembra una cosa bella. E' una risorsa che può dare un suo contributo".
Ma entrerà in Futuro e Libertà?
"Non è un problema. Non me lo sono mai posta. Io sono 'Milano al Centro' e continuo a fare il mio lavoro di opposizione".
Quindi non c'è nulla di male se la Miratti accetta.
"Fini l'ha invitata per ragionare sui temi di interesse generale. La sua esperienza in un momento drammatico come quello che stiamo attraversando può solo arricchire tutti. Non penso che si ponga la questione se andare di qua o di là. Sta riflettendo sulla progettualità per il Paese e in questo contesto si parla con tutti. E poi, Fini è il presidente della Camera e l'ha incontrato alla Camera...".
Ma ha incontrato anche il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino e il capogruppo Benedetto della Vedova?
"L'incontro ha riguardato la situazione drammatica del Paese. Uno scambio reciproco e quindi un arricchimento. Mi piacerebbe che al di là delle appartenenze, ci si sedesse e si ragionasse più spesso. Dopo tutto i veti incrociati sono quelli che hanno distrutto la politica".
Quindi la Moratti potrebbe anche dialogare con il Pd?
"Non è una questione di appartenenza politica. Si tratta di parlare delle questioni del Paese. Quindi in quest'ottica potrebbe parlare anche con Monti, con Casini, e anche con Alfano. La Moratti è aperta al confronto ma questo non vuol dire che entri in un partito o in un altro. E' una persona che ha a cuore gli interessi del Paese. Questi ragionamenti sminuiscono una passione civile e politica che va nella direzione di che cosa si può fare per migliorare la situazione".
Il Pdl però l'ha presa male.
"Io no, anzi".
La Moratti quindi va a Roma?
"No , la Moratti ha deciso di ragionare sui problemi del Paese per contribuire a un progetto politico che ci salvi. La sua passione prescinde dalle appartenenze".
Quindi ragiona in un'ottica nazionale?
"No, anche milanese. Milano è l'Italia. Non è in questione vado di qua o di là".
Ma a Milano come vede un rapporto tra Manfredi Palmeri, Letizia Moratti e Bruno Tabacci?
"Non è questa la questione".
La Moratti quindi va oltre i partiti?
"Sì, i partiti sono delle gabbie che hanno delle posizione precostituite che impediscono di affrontare in termini di mediazione i problemi. La Moratti è dentro un'ottica nuova, piuttosto che in uno schema vecchio che ha prodotto male. E condivido questa visione. Insieme ci siamo impegnate a guardare i problemi della gente e a Milano abbiamo fatto molte cose. Se poi il presidente della Camera ti chiama e ti dice ragioniamo insieme, perché no?".
Fini e la Moratti si sono dati appuntamento a gennaio.
"Non lo so. Ma intanto non se ne parla".


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