Manovra, Assoedilizia: discriminati gli investimenti immobiliari
"L'aumento indiscriminato dei valori imponibili catastali ai fini della applicazione dell'Imu, previsto nella spropositata misura del 60%, introduce fattori di grave sperequazione e distorsione nella tassazione degli investimenti del risparmio". E' il commento del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici alle misure sulla tassazione degli immobili contenute nella manovra finanziaria ter di dicembre 2011. "Esso infatti - dichiara - discrimina fortemente l'investimento immobiliare rispetto all'investimento finanziario; amplifica enormemente, rendendole intollerabili, le disparita' tra i valori catastali rimasti inalterati da decenni e quelli recentissimamente gia' aggiornati con risultati che in taluni casi sono arrivati al triplicamento dei valori catastali storici; valori recentemente aggiornati per i quali l'ulteriore aumento fino al 60 % conduce a gravi effetti espropriativi, comportando basi imponibili di valore superiore a quelli di mercato e prelievi fiscali superiori alla effettiva redditivita'. Per cui occorrerebbe, quanto meno, lasciare esenti da effetti moltiplicatori tutti i valori catastali derivanti da recenti attribuzioni di rendite, e da revisioni intervenute dopo l'entrata in vigore della legge finanziaria 2004, la quale introdusse le revisioni per microzone ed i riclassamenti conseguenti a denunce di variazioni catastali. Si dovrebbe inoltre sospendere ogni ulteriore attivita' di revisione dei vecchi valori catastali, avendo il Governo optato per un aggiornamento generale di tipo automatico". In terzo luogo, per Colombo Clerici, è "fortemente discriminatorio nei confronti del mercato immobiliare italiano perche' colpisce solo coloro che hanno investito in immobili in Italia, lasciando indenni tutti coloro che hanno acquistato immobili all'estero, pur rispettando le norme valutarie. Effetti prevedibili: seria depressione del mercato immobiliare italiano, in tutti i comparti: riduzione dell'attivita' edilizia nuova produzione, recupero, compravendite; disincentivazione degli investimenti stranieri in Italia nel settore immobiliare, e parallela spinta agli investimenti italiani all'estero; ridimensionamento del valore di mercato degli immobili con effetti negativi sul ricavo dalle operazioni di dismissione degli immobili pubblici. - Forte disincentivo all'investimento nelle abitazioni in locazione; aumento della tensione nel campo della locazione con inevitabile spinta all'aumento dei canoni di locazione di immobili sia abitativi, sia ad uso diverso".


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