Per un manifesto del Partito dei giovani
Di Giuseppe Civati*
Ti rendi conto che, se c'è una cosa che gente della mia età non sopporta di sentire, è gente della tua età che ci fa la predica sulla morale? Guarda il mondo intorno a te. Il mondo che voi ci avete lasciato in eredità. Credi che ci conceda qualche possibilità di fare le cose per principio? Sono stufa di sentir dire che la mia generazione non ha valori. Che siamo materialisti. Che ci manca ogni senso della politica. Lo sai perché succede? Prova un po' a indovinare. Sì, risposta esatta: perché è così che ci avete educati! Saremo anche i figli della Thatcher, per quel che vi riguarda, ma siete voi quelli che hanno votato per lei, e più di una volta, e poi avete continuato a votare per tutti quelli che sono venuti dopo di lei, e ne hanno pedissequamente seguito le orme. Siete voi che ci avete educato a essere gli zombi consumisti che siamo. Avete gettato tutti gli altri valori dalla finestra, o no? Il cristianesimo? Non ce n'è bisogno. La responsabilità collettiva? A cosa mai è servita? Produrre merci? Fabbricare delle cose? Roba da sfigati. Sì, lasciamo che siano gli sfigati dell'Estremo Oriente a fabbricare tutto per noi così possiamo stare seduti sulle nostre chiappe davanti alla tv, a guardare il mondo che va in pezzi - su uno schermo gigante e ad alta definizione, naturalmente.
Jonathan Coe, I terribili segreti di Maxwell Sim, Feltrinelli, Milano 2010, pp. 49-50.
Ecco, sto scrivendo il Manifesto che avevamo pensato tempo fa, a Milano, il 10 aprile 2010, quando lanciammo Andiamo Oltre, sul quale siamo tornati più volte, anche a Firenze, all'inizio di novembre. Lo pubblicherò tra qualche settimana, ma vorrei che fosse un lavoro collettivo e vorrei che qui sotto partecipaste anche voi, nello spazio destinato ai commenti, per lasciare i vostri suggerimenti e le vostre aspettative, per dare voce e rappresentanza politica a una generazione che non ce l'ha, per capire che cosa si può fare per tornare ad occuparci del futuro. Nostro e del Paese. Ci state? Me la date una mano, anzi, ce la diamo una mano?
* Tra i rottamatori del Pd
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Il 'manifesto' diventera' un libro, ha anticipato Civati. "C'e' una letteratura straordinaria, un sacco di gente ha scritto sui giovani senza poi far niente", ha ricordato. Dunque "basta con questo perenne convegno sui giovani", ha sottolineato, "il nostro e' un tentativo di dare rappresentanza non ai giovani dirigenti come me, Renzi o la Serracchiani, ma ai giovani" elettori. E "del resto questa e' la linea che ha sposato anche Giorgio Napolitano nel suo discorso di fine anno". Oggi "c'e' una disuguaglianza pazzesca tra le generazioni, cominciamo a parlare di eta' pensionabile, di struttura sociale", ha insistito, "portiamo tutto questo nel dibattito del Pd". E si smetta di leggere questo sforzo come una battaglia di potere nel partito, ha tenuto a dire. "Ho incontrato dei sessantenni che mi dicevano 'perche' ce l'avete con noi?' Ma questo e' il giochino che fanno i nostri capi", ha detto, "il Pd invece dovrebbe invece prendere spunto da questo manifesto". Dunque si inizi a guardare l'Italia per quello che e' e a capire cosa succede. Per esempio, ha citato Civati, "e' bene ricordare l'imbarazzo con cui si e' arrivati alla fine a parlare con i giovani che protestavano contro la riforma dell'universita'". O ancora sulla Fiat "si e' creata la corrente dei 'marchionnisti'". Servirebbe invece indicare una strada. Bisogna leggere i dati sulla partecipazione politica, a iniziare dai livelli sempre piu' alti di astensionismo. E non puo' essere sempre colpa degli altri se la linea del Pd non risulta chiara. "Quando Bersani ha fatto quell'intervista 'suicidiaria' sulle alleanze con il Terzo polo e sul sito del partito sono arrivati centinaia di messaggi di protesta la risposta e' stata 'il popolo del web non ha capito'...", ha ricordato Civati. La strada, ha assicurato, e' "restituire centralita' ai cittadini". Intanto si prepara a Bologna la prossima 'fermata Italia'. L'appuntamento e' per il 16 gennaio.


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