Malpensa/ Nuova area per corrieri della droga con raggi x e celle
Una nuova area dotata di un impianto radiologico e di cinque celle video-sorvegliate per individuare e trattenere i corrieri della droga. Malpensa, dove, nel 2009, e' stato sequestrato il 60 per cento del totale di cocaina intercettata negli scali italiani, intensifica l'azione di contrasto al traffico di droga, dotandosi di una nuova struttura all'avanguardia in Europa. "E' la prima struttura in Europa di questo tipo, che coniuga le esigenze di sicurezza con quelle igienico-sanitarie", ha spiegato Roberto Maroni, poco prima di tagliare il nastro, insieme a Roberto Formigoni, alla presenza del presidente di Sea, Giuseppe Bonomi. I dati forniti dal ministro dell'Interno sono, a suo giudizio, "significativi".
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Dall'inizio dell'anno ad oggi, sono 77 gli arresti per droga effettuati nello scalo lombardo (contro i 67 di tutto il 2009; i 24 del 2008). Inoltre, la guardia di finanza di Malpensa ha sequestrato, nel 2009, 435 chili di cocaina, contro un totale di 715 chili (intercettati in tutti gli aeroporti italiani). "Questo non vuole dire che a Malpensa c'e' piu' traffico di droga, ma che ci sono piu' controlli", ha commentato Maroni, secondo il quale "questo sistema deve essere esteso a tutti gli aeroporti italiani". "Il modello Malpensa deve essere portato anche in altre sedi, dove possono essere migliorati i controlli", ha insistito, spiegando che vuole "porlo anche all'attenzione dei colleghi europei".
La nuova area - denominata S1 (S sta per 'swallower', termine inglese per indicare chi ingoia gli ovuli) - e' frutto di un progetto avviato due anni fa su impulso del procuratore della Repubblica di Busto Arsizio, Francesco Dettori, perfezionato dopo una trasferta in Olanda per studiare l'esempio di Shipol, lo scalo alle porte di Amsterdam. Realizzata in quattro mesi, la struttura occupa un'area di 250 metri quadrati ed e' situata di fronte alla zona ritiro bagagli del terminal 2.
All'interno, vi e' un ambulatorio suddiviso in una zona per effettuare i raggi X all'addome (per verificare la presenza di ovuli), e in una saletta dotata di postazione per l'invio telematico dei dati della radiografia all'ospedale Sant'Antonio di Gallarate. In caso di esito positivo, il corriere viene trattenuto nell'area fino al recupero della droga. Presenti a tal fine, cinque celle video-sorvegliate e blindate che sono gestite dagli uomini della guardia di finanza di Malpensa. Mentre la raccolta della droga avviene per mezzo di un 'drug-loo', un wc speciale che raccoglie in un cassettino gli ovuli automaticamente puliti e disinfettati Si tratta di un sistema, ha spiegato il titolare del Viminale, che "consente di tutelare anche coloro che ingoiano la droga, che, spesso, sono vittime, e che vanno trattati come persone umane". Fino ad ora, infatti, era in vigore il sistema, ancora attivo negli altri scali italiani. I sospetti corrieri venivano bloccati e portati in ospedale per essere sottoposti agli accertamenti medici.
Nel caso in cui fosse accertata la presenza della droga, venivano trattenuti nel pronto soccorso dell'ospedale di Gallarate per alcuni giorni, comunque fino al recupero della droga, che avveniva con metodi 'artigianali' e meno sicuri dal punto di vista igienico-sanitario. La realizzazione della struttura e' costata 300mila euro, forniti dalla Sea, mentre le risorse necessarie allo svolgimento del servizio e i costi di avvio e di gestione sono a carico dell'Asl di Gallarate, con un finanziamento della Regione Lombardia di 800mila euro. Il progetto, ha commentato il governatore Formigoni, fornisce "maggiore sicurezza, richiede un minor utilizzo della guardia di finanza e di uomini delle forze dell'ordine" e permette di "eliminare la commistione tra soggetti fermati, potenzialmente pericolosi, con i pazienti del nosocomio" di Gallarate.



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