Pgt, Majorino: occasione sprecata e gestione autoritaria
L'intervento in consiglio comunale del capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, durante la discussione del Piano di Governo del Territorio.
Il centrodestra a Palazzo Marino ha scelto la strada autoritaria della cancellazione sostanziale delle osservazioni per imporre il Piano di Governo del Territorio. Lo ha fatto perchè altrimenti non avrebbe avuto la forza numerica e politica per entrare nel merito delle numerose riflessioni giunte da cittadini, associazioni, società partecipate, enti.
La cancellazione non ci ha messo nelle condizioni di discutere, faccio solo questi due esempi tra molti, delle critiche relative alla debole e ambigua pianificazione dei servizi dell’ASL o delle richieste di ATM riguardanti le scelte relative ai trasporti e alla mobilità. In questo modo la Giunta Moratti ha mortificato il Piano di Governo del Territorio.
Uno strumento utile, alla città, se ben utilizzato.
Utile poiché il Piano Regolatore in vigore dal 1980 va, andava, andrebbe superato senza alcun tentennamento.
Serve infatti una nuova politica che alimenti e, per l'appunto, "regoli" la trasformazione urbana.
Ciò aumenta e aggrava le responsabilità di PDL e Lega che, rifiutando il dialogo da noi proposto per migliorare nel nome dell'interesse generale il Piano, hanno utilizzato questa necessità "semplicemente" per confezionare un provvedimento "edilizio" che porterà qualche piccolo beneficio dentro, però, la cornice della progressiva "de-regolamentazione" e una violenta e selvaggia cementificazione.
178, ad esempio, sono i nuovi "Pirelloni" che potranno sorgere, al di fuori di qualsiasi politica di dotazione delle infrastrutture e dei servizi, grazie al Piano in città.
Un Piano che non prevede, come abbiamo detto e scritto in più sedi ed occasioni dal dicembre del 2009, nessuna politica di sviluppo che si cimenti con l'area metropolitana, scarsissime (peraltro ottenute grazie al contributo positivo delle opposizioni) occasioni per sostenere le attività produttive e d'impresa, alcune ambiguità sul terreno dell'applicazione della perequazione che rischiano di portare nella città "consolidata", cioè dentro la cerchia ferroviaria, una colata di cemento al cui confronto le operazioni relative ai sottotetti di alcuni anni fa farebbero davvero sorridere.
In altre parole la Giunta Moratti ha scelto con un gesto autoritario di assecondare la logica di alcuni immobiliaristi amici.
Nonostante i passi avanti che il PGT ha conosciuto dopo gli otto mesi di azione dura delle opposizioni - i premi per il risparmio energetico, l'indebolimento dell'operazione del "Tunnel", oggi subordinato ad un altro provvedimento, il raddoppio del verde negli scali ferroviari e soprattutto il vincolo a realizzare alcune migliaia di alloggi destinati all'housing sociale - siamo di fronte ad un provvedimento nato attraverso un'operazione illegittima e che proprio rispetto al merito delle politiche concernenti lo sviluppo di qualità in un'area vasta non sceglie il sostegno alle infrastrutture del trasporto pubblico, la politica del riuso e della riqualificazione, ad esempio dei 5000 alloggi scandalosamente vuoti di proprietà pubblica, una pianificazione dei servizi al cittadino lungimirante.
Per questo oltre alla battaglia sui principi che porteremo avanti nelle sedi appropriate legata alle modalità scandalose di discussione delle osservazioni controdedotte noi, dopo le elezioni di maggio, cambieremo radicalmente faccia alla politica urbanistica della città.
Poteva essere un'occasione storica, per Milano, questa.
Scrivere, maggioranza e opposizione insieme, nel confronto con i milanesi, una pagina condivisa di politica del governo del territorio.
Invece avete imposto più che a noi, alla comunità, la parziale scrittura di un'operazione miope e dannosa.
Lo avete fatto alimentati dalla cultura autoritaria che dimostrate in ben altre vicende.
Dunque confesso di non essere assolutamente stupito, state facendo ben altro a questo Paese.
Tuttavia non posso che dirvi che si è consumata davvero e lo ripeto, in questi giorni, rispetto ad un tema tanto rilevante la più brutta pagina della Giunta Moratti.
Ma, come le opposizioni hanno detto, unitariamente, non finisce qui.



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