Lucio Stanca (ad Expo) ad Affari: "Tagli per due miliardi? E' una balla gigantesca"
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"Francamente no, non sono a conoscenza di un piano B per ridimensionare l'Expo". Così il presidente della Regione, Roberto Formigoni, a margine della firma del "Protocollo d'intesa per la tutela della legalita' nel settore degli appalti pubblici", ha risposto alle domande dei giornalisti sul ridimensionamento di Expo. "Noi stiamo lavorando - ha detto - in contatto costante con il governo e le altre istituzioni interessate sorvegliando perche' ogni euro sia speso con il massimo di efficacia. Ma anche recentemente il presidente Berlusconi agli Stati generali ha garantito che il governo coprira' tutte le spese che si e' impegnato a realizzare. Certo - ha aggiunto - realizzare Expo dopo questa crisi economica significa pensare una Expo nuova, molto fondata sulla comunicazione, sui linguaggi per attirare l'attenzione di tutto il mondo. Non gigantesche opere, che avevamo escluso fin dall'inizio, e soprattutto una grandissima attenzione all'utilizzo buono ed efficiente di tutte le risorse". |
di Fabio Massa
Lucio Stanca, ad di Expo Spa, replica ad Affaritaliani.it con una battuta alla notizia riportata dal Corriere della Sera di un "taglio" al budget delle Esposizioni di due miliardi di euro: "Quella notizia? Dico solo una cosa: è una balla gigantesca. Ripeto: una balla gigantesca". Sempre ad Affari rincara la dose Leonardo Carioni, presidente della Provincia di Como, leghista e consigliere di Expo Spa: "Non ne so proprio nulla. Per quel che ne so, non ci sono atti ufficiali. Assolutamente. Se poi l'ad dice che è una balla, mi fido di lui".
Secondo il quotidiano di via Solferino, sul tavolo del ministero dell'Economia Giulio Tremonti ci sarebbe un "piano B". La cartellina sarebbe datata 30 giugno, e conterrebbe al suo interno cifre, raffronti e considerazioni. Riassumerebbe il lavoro svolto da una cordata di rappresentanti del mondo dell'imprenditoria e della finanza uniti da una stessa preoccupazione: che il progetto originario di Expo sia troppo ambizioso.
Ecco quindi i tagli: via il Pirellone Bis (risparmio 220 milioni di euro), via la linea 6 del metro (-870,7 milioni), addio alle vie d'acqua e a quelle di terra (rispettivamente -331,2 e -206,5).
RUMORS - Ufficialmente il piano non esiste, questo lo dicono tutte le fonti consultate da Affari. Diverso discorso è sulla volontà di "ridurre" l'avvenimento. Una riduzione che - di sicuro - non riguarda le infrastrutture di trasporto. Ma che - confida una fonte che siede nella stanza dei bottoni di Expo - sicuramente riguarderebbe i padiglioni. Perché realizzare quelli nuovi invece di usare quelli della Fiera? Il risparmio sarebbe evidente. Un piano C, se si può definire così. Che, si mormora, non avrebbe l'opposizione della Lega Nord...



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