Lucio Bergamaschi (Neopolis) ad Affaritaliani.it: “L’Agiar si scioglie”. Marco Dell’Utri? “Un concorrente con cui misurarci”
![]() Lucio Bergamaschi |
Perché siete arrivati allo scioglimento di Agiar?
"E' il naturale risultato di una crisi e di una rottura interna che va avanti da mesi e che ha determinato la nascita di questa polemica sui giornali che ho reputato inopportuna. L'associazione non era più rappresentativa della maggioranza delle aziende del settore e il presidente non era più un punto di equilibrio e di rappresentanza riconosciuto da tutti. Già da mesi ognuno faceva già la sua strada autonomamente prendendo iniziative che ho reputato inopportune, Secondo me è un gesto di chiarezza che prelude a qualcosa di più solido e coeso in un futuro".
Nascerà una nuova associazione?
"Sì. Chi prenderà l'iniziativa, e io sicuramente sarò tra questi, dovrà modellare una nuova governace e un nuovo modello di associazione: dovrà essere più ampia, e dovrà badare di più alla costruzione di rapporti anche con altre associazioni del mondo della comunicazione e della pubblicità e anche con gli interlocutori naturali della nostra attività: le pubbliche amministrazioni, le proprietà edilizie e tutti coloro che detengono proprietà immobiliari e cercano di metterle a reddito attraverso la pubblicità. Poi c'è un terzo interlocutore: ovvero gli investitori pubblicitari con i quali c'è un rapporto da migliorare, soprattutto con i centri media che sono le agenzie che comprano per conto terzi gli spazi pubblicitari".
Nello specifico qual contributo intende dare?
Mi impegnerò personalmente perché il nuovo soggetto, che sarà presto costituito, nasca su basi di maggior trasparenza e collegialità. Occorre riportare ordine e coesione nella categoria, smetterla con la delegittimazione reciproca e lavorare tutti insieme per ricostruire un clima di dialogo con il Comune pesantemente compromesso da alcune recenti iniziative".
Quanto ha influito la discesa in campo di Marco dell'Utri nella decisione di sciogliere la società?
"In Italia c'è la libertà d'impresa e per quanto ne so le aziende che fanno riferimento a Marco Dell'Utri sono corrette e legittime"
Fatta questa premessa...
"E' chiaro che in un mercato in cui a Milano siamo in otto, un soggetto di questo prestigio è sicuramente un concorrente ingombrante, con cui bisogna fare i conti. Ma da questo ad adombrare che la sua ascesa nel mercato sia stata fatta sulla base di comportamenti scorretti e di favori è assolutamente improprio. Abbiamo dovuto fare i conti e li faremo in futuro con questa forza imprenditoriale, ma la concorrenza si fa con le armi del mercato"
Quali armi avete per fronteggiare la potenza economica di dell'Utri?
"Abbiamo i nostri canali per recuperare posizioni importanti e per venderle al miglior prezzo agli investitori pubblicitari. Se non sappiamo fare questo mestiere meglio andare a casa: dell'Utri o non dell'Utri. Il figlio del senatore del Pdl è uno di noi".
Ovvero?
"E' un soggetto del mercato: 18 mesi fa era confinato a Roma e quindi non si sentiva il suo peso nella competizione. Adesso è presente a Milano e la sua presenza si fa sentire".
Che quota di mercato detiene?
"Il nostro è un mondo di posizione temporanee e ci sono fluttuazioni elevatissime da un mese all'altro. Nel momento in cui Dell'Utri aveva contemporaneamente la pubblicità in San Babila e in piazza Duomo è chiaro che avesse una posizione fosse dominate. Adesso ne ha una sola: l'Arengario. Questo vuol dire che la posizione dominante che aveva solo sei mesi fa oggi si è drasticamente ridimensionata. Tra un mese salgo io in San Babila e la mia quota di mercato salirà in modo significativo. Il nostro è un mercato molto altalenante".
In futuro come saranno i rapporti con Marco Dell'Utri?
"E' un collega e non avrò nessun problema a dialogare con lui. Se vorrà far parte della nuova associazioni non avrò obiezioni da porre. E' chiaro che i futuri iscritti dovranno sottoscrivere un codice deontologico che prevede una serie di vincoli tra cui il rispetto reciproco, la correttezza nell'acquisire le posizioni e certe regole d'ingaggio nelle gare: un minimo di codice comportamentale per far sì che il mercato non sia una giungla. Chiunque sottoscriva e rispetti questo codice è benvenuto, Dell'Utri compreso".
Daniele Riosa



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