Lombardia/ L'acqua costa come l'oro
Il costo dell'acqua lombarda nei prossimi anni potrebbe anche raddoppiare. Le tariffe applicate nelle diverse province, infatti, rischiano di passare in quattro o cinque anni da 50 centesimi a un euro al metro cubo. E questo a causa di un'eccessiva frammentazione del sistema, di adduzione come di distribuzione, e alla mancanza di investimenti che aumenterebbero la quantità di risorse disponibili. E' quanto emerge dal convegno "Acqua, un bene tra liberalizzazioni e mercato”, organizzato dalla Cisl Lombardia, che si è svolto al Circolo della stampa.
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"Siamo di fronte a un bene tutt'altro che infinito - dice Aristide Pelagatti, del dipartimento Infrastrutture e ambiente della Cisl lombarda -. La riduzione di disponibilità è dovuta in parte ai cambiamenti climatici, in parte anche agli stili di vita scorretti presenti in Lombardia". Ma l'aumento di costi registrato negli ultimi anni, e destinato a proseguire, si spiega anche con l'eccessiva frammentazione del sistema, a partire dagli Ato (ambiti territoriali ottimali costituiti dai comuni, ndr) che in Lombardia sono dodici. "Si passa da entità a entità - dice Aristide Pelagatti -, mancano politiche virtuose per sviluppare sistemi di gestione in comune. Il nostro sistema è fragile, a blocchi: ci sono enormi differenze tra il bacino della Valtellina e le tre pianure di Mantova, Cremona e Pavia. A mancare, in particolare, è la depurazione delle acque sotterranee". Obiettivo della Cisl, aggiunge, sarà tutelare i lavoratori del settore e i consumatori: "Con il sistema tariffario non c'è più una partecipazione di risorse pubbliche alla spesa: ogni rincaro viene direttamente scaricato su cittadini, industrie e agricoltori".



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