Milano/ Letizia Moratti ha scelto sui derivati: avviata l'azione legale contro le banche
| LA MORATTI DA' ADDOSSO ALLE BANCHE Il Sindaco Letizia Moratti comunica che oggi, con una delibera della giunta e con il patrocinio degli Avvocati Giuseppe Lombardi, Carlo Federico Grosso, Lotario Dittrich e Maria Rita Surano (per l'Avvocatura comunale), il Comune ha avviato un'azione giudiziaria civile presso il Tribunale di Milano nei confronti di J.P.Morgan Securities Ltd., JPMorgan Chase Bank N.A., Depfa Bank Plc., UBS IL COMMENTO/ La domanda è semplice. Come farà, adesso Letizia Moratti? Quale sarà la tattica che sceglierà? Sulla questione dei derivati il sindaco, infatti, pensava di poter scaricare l'intera responsabilità sulle banche. E' stata questa la strada che ha percorso, pensando - sicuramente in buona fede - che il Comune fosse davvero una vittima. Invece, adesso, si trova due dirigenti indagati. Segno che anche a Palazzo Marino, qualcuno qualche magagna probabilmente l'ha fatta. Tanto che è finito nel mirino della magistratura. Ora Letizia Moratti ha due possibilità. La prima è di andare avanti e di lasciare i due dirigenti al loro destino. La seconda, invece, è di difenderi allo stremo. Insomma, Letizia Moratti è nella poco invidiabile posizione di dover scegliere il posto su cui sedersi. Dalla parte degli accusatori o da quella degli accusati. |
Rai Milano/ Letizia Moratti: "Ho parlato con Petruccioli. Interverrà" Caso derivati/ Pd Milano: "Il sindaco ora ammetta le responsabilità politiche"
Sembrava una mission impossible. Trascinare i colossi della finanza in Procura a Milano per una questione complicata come quella dei derivati, pareva impresa ardua. Invece, a partire da lunedì - come può anticipare Affaritaliani.it - il gotha della finanza internazionale affollerà i corridoi del Palazzo di Giustizia di Milano. Davanti all'ufficio di Robledo sfileranno quindi Bassolino (figlio del governatore della Campania), e Matteo Stassano di Ubs; Carlo Arosio e Tommaso Zibordi di Deutsche Bank; Fulvio Molvetti di Jp Morgan; Marco Santarcangelo di Depfa Bank.
IL PERICOLO - Tutti avranno un solo obiettivo: smontare un impianto accusatorio. E' una missione da portare a termine a tutti i costi. Il punto fondamentale dell'accusa è proprio il contratto, stipulato sotto la giurisdizione inglese. Le banche, infatti, avevano preferito operare in questo modo per "tutelarsi". E invece, proprio la scelta del diritto britannico, è alla base delle ipotesi di truffa aggravata. Secondo i pm la truffa sarebbe stata attuata da un lato attraverso una falsa certificazione della sussistenza delle condizioni di convenienza economica per l'ente territoriale, richiesta dall'art.41 della legge 488/2001 per l'emissione del prestito obbligazionario in vista della ristrutturazione del debito comunale, in luogo della rinegoziazione dei mutui contratti in precedenza.
Nella contrattazione con il Comune, infatti, non sarebbero stati presi in considerazione, dagli istituti di credito coinvolti, nel calcolo della riduzione delle passività totali: l'esistenza di un precedente contratto derivato; il profitto delle controparti bancarie (in tal modo le passività del Comune si sarebbero espanse in modo da escludere la convenienza economica dell'operazione).
Dall'altro lato la mancata tutela, garantita all'ente pubblico dalla normativa inglese vigente che regola tale tipo di contratto (stipulato a Londra) della qualificazione di "intermediate customer" a esso spettante e quindi violando le protezioni di trasparenza (come la tutela degli interessi del cliente, gestione di conflitti di interesse, rapporto di fiducia con la clientela) assicurate dai principi del Financial Services Authority Handbook a tale tipologia di clienti.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















