Milano/ Sgarbi continua nella sua querelle con Letizia Moratti: "Le consulenze del sindaco? Una gravissima scorrettezza"
| LETIZIA MORATTI? COME DEL TURCO... Il sindaco di Milano Letizia Moratti come Ottaviano Del Turco, l'ex presidente della Regione Abruzzo arrestato per corruzione. L'inatteso paragone arriva da Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura del capoluogo lombardo ora dimissionario, dopo che il Tar ha accolto il suo ricorso per la carenza di motivazioni nell'atto che, tre mesi fa, ne aveva sancito l'allontanamento. "Lungi da me dire che la Moratti debba essere arrestata - dichiara Sgarbi incontrando i giornalisti nell'hotel a sette stelle in cui viveva a Milano - tuttavia e' un fatto che lei abbia ricevuto sei milioni e mezzo dal marito per la sua campagna elettorale, denaro che l'ha messa di fatto in posizione superiore rispetto al suo avversario Ferrante. Ancora non e' successo nulla, ma appena dovesse fare anche una minima cosa che possa favorire il marito, si entrerebbe nello stesso reato di Del Turco, che tra l'altro avrebbe ricevuto esattamente la stessa somma". Il sindaco di Salemi ha aggiunto che, a suo parere, il carcere per l'ex-governatore dell'Abruzzo e' ingiusto, dal momento che il reato che avrebbe commesso ricevendo tangenti "non e' corruzione, ma finanziamenti illeciti" dall'imprenditore Maria Vincenzo Angelini, reato per il quale non e' prevista carcerazione. Vittorio Sgarbi non si ferma qui e attacca il sindaco di Milano anche sulle presunte consulenze d'oro: "Io avevo a disposizione 70 mila euro da spendere per le consulenze al mio assessorato, non sono neanche riuscito a spenderli e li ho riconsegnati - dichiara il critico d'arte - figurarsi cosa sapevo degli altri. La giunta non e' mai stata consultata, non abbiamo mai parlato di nomi e curricula; anzi, siamo stati ingannati sul piano amministrativo, dal momento che - aggiunge - con formule non chiare sono state fatte passare quelle consulenze per 17 milioni di euro. Se la corte dei conti dimostrera' di avere ragione a dire che erano troppe, la Giunta non dovra' risponderne. Non voglio pagare per la Moratti: se Del Turco e' stato arrestato, non vedo perche' - conclude - qualora fosse dimostrato che questa e' la verita', non si debba aprire un'azione penale contro il sindaco di Milano". |
"Spero che le respingano - dice Sgarbi incontrando i giornalisti in un hotel del centro - sarei un idiota se non preferissi continuare a lavorare a Milano". Riguardo alle incompatibilità tra la sua attuale carica di sindaco di Salemi e una reintegrazione nella giunta milanese, Sgarbi sottolinea: "A quel punto dovrebbe essere un tribunale a decidere sulle compatibilità".
Il sindaco Letizia Moratti ha commesso una "gravissima scorrettezza", secondo l'ex assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, nelle assunzioni dei consulenti del Comune su cui l'intera giunta comunale è chiamata dai giudici a rispondere dopo gli esposti sulla legittimità dei provvedimenti. Sgarbi, incontrando oggi i giornalisti in un hotel del centro per commentare le sue dimissioni dalla giunta dopo l'approvazione del suo ricorso da parte del Tar, è tornato sulla vicenda degli incarichi esterni affidati da Moratti dopo il suo insediamento a palazzo Marino: "Non abbiamo mai discusso in giunta sui nomi e gli stipendi dei consulenti, non voglio essere condannato per qualcosa in cui non c'entro nulla. Io, assessore decaduto, dovrei pagare per lei?", afferma Sgarbi riferendosi a Moratti.
L'ex assessore, che nei giorni scorsi ha annunciato l'imminente pubblicazione di un libro che racconterÖ la sua esperienza nella giunta milanese guidata da Moratti, preannuncia: "il filo conduttore del libro è nel rapporto con il sindaco con cui non ho nulla da lamentare sotto il profilo umano, non riesco a immaginare di litigare con lei, non mi è nemmeno antipatica, mentre invece sul piano politico trovo grave il suo comportamento con me". E aggiunge, riferendo esempi del suo passato di amministratore della Cultura: "E' stata sempre d'accordo con me su ogni cosa: dal Lirico alla vecchia sede Alfa Romeo ai graffiti, tranne forse sulle mostre più osé, ma sempre d'accordo con me, salvo poi fare esattamente il contrario. Diceva che la mia scelta era quella giusta ma poi faceva il contrario. E' come se in lei convivono un Albertini e uno Sgarbi, sul buon senso prevalgono sempre i progetti già approvati. Forse ha ragione lei, forse è impossibile impedire l'orrore se le carte sono a posto".



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