La rivolta dei sindaci dell'hinterland milanese: in 70 dicono no al blocco
I circa 70 sindaci dell'hinterland milanese riuniti a Palazzo Isimbardi dal presidente della Provincia, Guido Podesta', hanno detto no al blocco del traffico deciso venerdi' scorso dalla riunione dei primi cittadini della Pianura Padana organizzata da Letizia Moratti e Sergio Chiamparino. Uniche eccezioni Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo. Sergio Oldrini, sindaco di Sesto, e Daniela Gasparini, primo cittadino di Cinisello sono stati, infatti, gli unici ad aver mantenuto ferma la disponibilita' al blocco che era stata manifestata in occasione del precedente incontro a Palazzo Marino. A guidare i sindaci verso il no al provvedimento che la prossima domenica 28 febbraio fermera' le auto private in molte citta' del nord, e' stata la constatazione comune dell'inutilita' del blocco e della difficolta' di offrire ai cittadini un'alternativa al mezzo privato mancando in molti di questi comuni un servizio pubblico"
Tra i comuni che non seguiranno l'appello dell'Anci quello di Legnano, nonostante fosse tra i pochi ad aver aderito alla precedente iniziativa. "Non bloccherò il traffico - ha detto il sindaco Lorenzo Vitali in quota Pdl - perche' non ci sono i presupposti di emergenza. Sono giorni che i livelli di Pm 10 sono diminuiti, le previsioni dicono che piovera' ancora quindi la situazione è diversa da quando avevamo bloccato l'ultima volta". Secondo Vitali, "servono misure strutturali, non possiamo andare avanti a discutere di blocchi". A parlare chiaramente di "problema" e' stato Graziano Musella, primo cittadino di Assago, che ha rilevato la difficolta' dell'avere "pochi mezzi pubblici" che rende impossibile "dare un'alternativa ai cittadini nel momento in cui il blocco limita la loro liberta'". Categorico il sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini, per il quale "il blocco non serve a niente". "Se non si fa nulla - ha proseguito - dal punto di vista strutturale non si puo' dire al cittadino di lasciare a casa l'auto". Diversa la posizione del sindaco di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini, che ricorda come ci si fosse impegnati diversamente con l'Anci a livello comunale. Oldrini vorrebbe una posizione condivisa perche' "a palazzo Marino si era detto che tutti avremmo bloccato: ora l'idea di rompere il fronte mi pare irresponsabile". Il sindaco della cosi' detta 'Stalingrado d'Italia' ha pero' fatto notare come sembra ci sia "uno scontro tra provincia e comune". In effetti, non solo la provincia avrebbe dato vita ad un proprio coordinamento di 7 comuni per "monitorare la qualita' dell'aria" ma in qualche modo sarebbe d'accordo con i sindaci
nell'opporsi al provvedimento caldeggiato, invece, dal primo cittadino di Milano, Letizia Moratti. "Sono personalmente contrario al blocco - ha detto l'assessore Giovanni De Nicola - a meno che non scompaia la parola deroga". De Nicola non manca tuttavia di sottolineare come a livello provinciale il blocco "provochi molti mal di pancia nei comuni dell'interland perche' il trasporto pubblico e' spesso inesistente".
"Sono disponibile al blocco del traffico solo se la parola deroga scompare dal blocco". Lo ha detto l'assessore provinciale ai trasporti Giovanni De Nicola a margine dell'incontro con i sindaci a Palazzo Isimbardi, riferendosi anche ai permessi concessi dal sindaco Letizia Moratti per gli operatori della moda. De Nicola ha poi ribadito la perplessita' in linea generale sulla misura come contrasto al problema dell'inquinamento "anche se e' indubbio che non danneggia l'ambiente".



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