La Moratti scrive a Formigoni. Lui attende i legali: è pronto al ritiro. Inside
| L'AGENDA DI LETIZIA Mentre a Milano si consuma (anzi, ci si consuma) sulla questione dei terreni, Letizia Moratti continua il suo impegno per illustrare cos'è Expo al di là della problematica delle aree. Nell'agenda del sindaco infatti, secondo quanto può riferire Affari, per il 27 luglio, c'è una presentazione di Expo nella prestigiosa cornice di Villa Madama. Alle 19, di fronte a un parterre di ospiti vip della Capitale, Letizia Moratti insisterà sui tre aspetti altamente qualificanti di Expo: i 180 progetti internazionali, la costruzione di opere nei paesi poveri e la forte ricaduta economica sul territorio sia di Milano che dell'intera Italia. Quello di Villa Madama è l'appuntamento che precede la relazione sullo stato dell'opera al Meeting di Rimini, il 25 agosto. Un appuntamento, quello della kermesse ciellina che - visto il duro scontro con Formigoni - si prospetta decisamente interessante. Un mese dopo, il 23 settembre, nell'agenda di Letizia c'è ben sottolineato un altro evento per il quale arrivare molto ben preparati: il discorso davanti all'Onu. (Fabio Massa) |
Lunghe discussioni ieri sera, quando è arrivata la lettera. Poi, ancora, riunioni su riunioni. Formigoni sta pensando a come rispondere a Letizia Moratti, che nella giornata di ieri ha spedito una lettera al governatore chiedendogli di indicare una risposta concreta entro cinque giorni per risolvere la questione delle aree Expo. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, il Formigoni prenderà sicuramente carta e penna per dire la sua al sindaco di Milano. Cosa risponderà? Per adesso non si sa, anche se i bene informati pensano che Formigoni terrà il punto: l'operazione di comodato, così com'è, favorisce troppo i privati. Potrebbe addirittura rimettere sul tavolo il piano Intiglietta, la proposta di un fondo etico che metta il cappello all'intera operazione.
Quel che è certo è che - secondo quanto può riferire Affaritaliani.it - Formigoni sta pensando seriamente di ritirarsi. In fondo, questo sarebbe il pensiero del governatore, il controllo sulla parte infrastrutturale è già completo. Per quale motivo impelagarsi in una battaglia che rischia di portare solo a una denuncia da parte della Corte dei Conti. Quindi, il governatore sta aspettando il parere dei legali per decidere cosa fare. Se questi gli prospetteranno rischi giudiziari, è molto probabile che Formigoni esca definitivamente dalla partita urbanistica.



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