La Procura chiede la sorveglianza per Corona: è pericoloso socialmente

Mercoledì, 22 febbraio 2012 - 13:03:00

La procura ha chiesto di applicare a Fabrizio Corona la misura della sorveglianza speciale prevista dalla legge 1423 del 1956 "nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità". La richiesta è stata avanzata dalla Direzione distrettuale antimafia, preceduta da una diffida della questura all'interessato, ed è stata discussa oggi davanti al giudice della sezione misure di prevenzione che ha acquisito tutte le sentenze anche non ancora passate in giudicato a carico dell'ex fotografo dei vip e tutte le denunce anche per reati minori nei suoi confronti. Il giudice ha però ha disposto un rinvio al 30 marzo per l'acquisizione di ulteriori documenti, quindi si riserverà qualche giorno per la decisione.

La legge dà facoltà al tribunale di stabilire la durata della sorveglianza speciale che non può essere inferiore a un anno ná superiore a 5 e di disporre l'eventuale obbligo di soggiorno nel comune di residenza, come chiesto per lo stesso Corona. La sorveglianza speciale impone delle prescrizioni per il soggetto che ne è colpito come il divieto di accompagnarsi a pregiudicati, o di frequentare determinati posti, pena l'arresto. Sempre la stessa norma prevede che possa essere applicata quando viene accertata la pericolosità sociale di una persona, quando la stessa è ritenuta delinquente abituale e rischia di commettere altri reati o viva del provento dei reati commessi. All'inizio dell'anno la questura aveva ritirato a Corona il passaporto dopo che, nel dicembre scorso, è passata in giudicato la condanna a un anno e 5 mesi di reclusione per estorsione e tentata estorsione nell'ambito del processo denominato Vallettopoli. Con i due patteggiamenti per spendita di monete false a Roma e a Orvieto sono tre le sentenze diventate definitive per l'ex agente per un totale di 2 anni e 8 mesi di carcere. L'ex agente aveva dunque ricevuto l'ordine di esecuzione della pena e ha poi presentato istanza di affidamento ai servizi sociali per evitare il carcere, perché quando la pena definitiva supera i 2 anni, ma è inferiore ai 3, per i condannati è prevista la possibilità di evitare la detenzione, attraverso l'affidamento in prova ai servizi sociali a patto che indichino un domicilio e svolgano un lavoro.

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E Corona nella sua istanza ha indicato come occupazione la sua società di organizzazione eventi in Corso Como. In merito pende ora la decisione del giudice del tribunale di sorveglianza in composizione collegiale. L'udienza non è ancora stata fissata. In caso di accogliemento dell'istanza, anche in questo caso il giudice potrà imporre all'ex agente dei fotografi una serie di prescrizioni, come il divieto di rientrare a casa dopo le undici di sera o di uscire prima delle 7 del mattino, che se non rispettate gli apriranno le porte del carcere.



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