Lambro, lo scandalo immobiliare dietro il disastro

Giovedì, 25 febbraio 2010 - 16:39:00

Il ministro ha dunque condiviso la richiesta del presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni che aveva chiesto al Governo lo Stato di calamita' per ottenere i fondi necessari da Roma ad arginare il disastro ambientale. "Giustamente - ha detto il ministro Prestigiacomo - il presidente della Lombardia Formigoni ha chiesto lo stato d'emergenza al Governo: io credo sia opportuno, perche' si tratta di una vera e propria emergenza ambientale". Il ministro ha poi spiegato che adesso il coordinamento passera' al Governo nazionale che insieme alla Protezione Civile e al ministero dell'Ambiente "dovra' svolgere le prime indagini di caratterizzazione del territorio per escludere infiltrazioni di carburante nelle falde acquifere e per verificare quali danni possono esserci per l'agricoltura, poiche' lungo il Lambro c'e' una forte attivita' agricola. Quantificheremo i danni complessivamente e poi programmeremo una bonifica. Non sara' un'attivita' breve ma stabiliremo un crono-programma". Si tratta di interventi delicati e che coinvolgeranno piu' regioni, in quanto gli idrocarburi dall'ex raffineria di Villasanta stanno viaggiando lungo il Po e probabilmente arriveranno fino al mare Adriatico.



LE IMMAGINI

I migliaia di metri cubi di idrocarburi fuoriusciti dall'ex raffineria della Brianza stanno viaggiando lungo il fiume Lambro, sono arrivati al Po e presto, in poco meno di 3 giorni potrebbero arrivare al mare Adriatico. Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che questa mattina ha sorvolato la zona interessata dal disastro ambientale ha spiegato che "la movimentazione lungo il Po ci sara' ancora per 70 ore" poi la 'chiazza' arrivera' all'Adriatico. Per questo motivo il ministero dell'Ambiente "ha allertato anche la guardia costiera che e' presente con navi davanti la foce del Po. Abbiamo anche allertato il 'servizio disinquinamento marino' che dovra' continuare quando parte della chiazza arrivera' nell'Adriatico".


Luigi Viana, prefetto di Piacenza, parla di una  "situazione in evoluzione" riferendosi all'onda nera di petrolio che dal fiume Lambro si è riversata nel tratto piacentino del Po, dopo l'ingente sversamento dai depositi della Lombarda Petroli di Villasanta. "Le panne galleggianti utilizzate ieri sono risultate solo parzialmente efficaci, perché la forte corrente le portava via. Oggi si ripiegherà su barriere rigide". Non è stato ancora deciso dove queste barriere rigide saranno posizionate, ma è probabile che vengano sistemate allo sbarramento di Isola Serafini. Queste barriere hanno il compito di convogliare il materiale oleoso in aree dove poi viene aspirato da 'oil skimmers', strumentazioni che hanno proprio il compito di filtrare l'acqua dal materiale oleoso. Nelle prossime ore - ha detto ancora il Prefetto - dovranno essere valutati anche i danni all'ecosistema fluviale.

"Se fosse acclamata la responsabilità di qualcuno per ottenere un beneficio di sfruttamento urbanistico, sara' necessario mettere un vincolo perenne". Il presidente della Provincia, Guido Podesta', intervenuto oggi a Melegnano per un sopralluogo nelle zone interessate dal disastro ecologico sul fiume Lambro, ipotizza l'adozione di misure di contrasto nell'eventualita' che il grave danno portato dallo sversamento di 2,5 milioni di litri tra oli e idrocarburi inquinanti non sia riconducibile a un incidente, ma a un atto doloso ai fini di speculazione. "Ma - ha avvertito Podesta' - le eventuali responsabilita' verranno accertate dalla magistratura". Il presidente ha verificato le condizioni del fiume nel comune di Melegnano in compagnia dell'assessore regionale al Territorio, Davide Boni, e del direttore centrale delle risorse ambientali della Provincia, Cinzia Secchi. Podesta' ha sostato sul ponte e lungo le sponde del fiume, dove ancora si notano grosse chiazze di materiale inquinante e un forte odore di gasolio.

"Questo è un fiume che stava tornando a vivere dopo decenni di difficoltà - ha commentato - ora e' in condizioni tali per cui ci vorranno anni per tornare alla situazione di evoluzione positiva in cui era negli ultimi tempi". "L'atto doloso e' certo - ha spiegato Secchi - ma non c'e' nessuna omissione da parte di enti che dovevano effettuare controlli". Il direttore, che ha parlato di un totale di circa 3.500 metri cubi di idrocarburi sversati nel fiume da tre cisterne, ha ipotizzato che "qualcuno sia entrato nella ditta di Villasanta e deliberatamente abbia aperto i rubinetti". Secchi ha comunque assicurato che la potabilita' dell'acqua non e' in pericolo, cosi' come i fondali. Stella Bianchi, responsabile nella segreteria nazionale del Pd di Ambiente, ha chiesto lo stato di emergenza per lo sversamento nel fiume Lambro.

"Ora dopo ora appare piu' chiara nella sua estrema gravita' la notizia dello sversamento di petrolio nel fiume Lambro", ha sottolineato in una nota, "una notizia gravissima anzitutto per il pericolo di ripercussioni sull ambiente e sulla salute dei cittadini; e poi per le possibili cause del gesto, la sua eventuale natura dolosa, dietro la quale si potrebbero nascondere attivita' criminali". Dunque, ha aggiunto, "chiediamo al governo di proclamare rapidamente lo stato d emergenza, allestendo un piano di pronto intervento e successivamente di bonifica ambientale, di concerto e in collaborazione con le amministrazioni dei territori coinvolti, provvedendo anche agli opportuni stanziamenti".

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