L'Unione Italiana di Librandi lancia la civic action contro Area C
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Nel corso delle amministrative di Milano si e’ sempre schierato, pur in coalizione con la Moratti, contro l’Ecopass. Ora Gianfranco Librandi con la sua Unione Italiana scende in campo per sostenere cittadini, residenti, commercianti e in generale chiunque ritenga intollerabile la “gabella Pisapia”, con una Civic action studiata nei minimi dettagli dai suoi legali e sottoscrivibile da stamattina nella sede di Via Marina 3 a Milano o scaricabile dal sito unioneitaliana.org. "Rispetto ad altre iniziative attuate da partiti e liberi cittadini, la nostra Civic Action ha dei solidi riferimenti costituzionali che dimostrano la violazione di diritti fondamentali dell’uomo che vengono limitati irragionevolmente e senza motivazione coerente e realistica, se non evidenti ragioni politiche e di acquisizione surrettizia di nuove risorse economiche mediante l’imposizione indiscriminata di ticket d’ingresso", spiega l’agguerrito Librandi che precisa: "vengono limitate tra le altre la proprietà privata, con l’imposizione di una tassa per l’esercizio dell’innata libertà di movimento e di circolazione dalla e per la propria abitazione, il diritto al lavoro per i lavoratori provenienti dall’esterno e all’esercizio di attività economiche site nell’Area C, il diritto allo studio, con l’imposizione di un ticket alle famiglie per accompagnare in sicurezza i propri figli frequentanti le scuole site nell’Area C nonche’ il diritto di riunione, di associazione, di culto, di attività culturali e sportive. La nostra Civic action vuol tutelare tutte le categorie qui descritte, e siamo certi ci siano ottime probabilita’ che possa porre fine a questa tassa inutile".

Sull’inutilita’ della gabella Librandi rincara la dose: "Già in questi giorni è stato chiaro come, nonostante la tanto sbandierata diminuzione del 40 per cento dei veicoli circolanti in centro, l’inquinamento a Milano sia rimasto molto alto. Quindi, se si vuole davvero tutelare la salute dei Milanesi com’è scritto a chiare lettere nella delibera della Giunta che istituisce l’Area C, è lampante come questa non sia la strada da intraprendere, a meno che non si voglia semplicemente rimpolpare le casse del Comune, come auspica il gabelliere Tabacci che pensa solo ai 30 milioni di incasso che il provvedimento dovrebbe garantire. Senza contare che anche sotto il profilo del miglioramento della qualita’ di vita dei cittadini questo provvedimento risulta inutile visti i disagi infiniti subiti stante la mancanza di soluzioni alternative in quanto a servizi pubblici e parcheggi. Infine e’ triste vedere che in un momento di grave crisi, come quello che stiamo attraversando, l’amministrazione comunale di Milano, invece di stimolare e favorire le attività economiche, le penalizzi pesantemente"


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