Milano/ Barbara Pollastrini ad Affaritaliani.it: "Il Pd sia più laico. E la Binetti..."

Martedì, 7 aprile 2009 - 11:02:00



Si certo…Era un modo di dire ironico
Vedremo ora alla Camera. Io dico fermatevi. Riflettiamo e poi ripartiamo. In commissione ascoltiamo costituzionalisti, medici, studiosi, associazioni. Apriamo un grande dibattito pubblico, guardiamo agli altri paesi europei e sopratutto ascoltiamo le persone nei luoghi della malattia e del dolore, i medici.

Dunque lei dice, aspettiamo Fini alla prova dei fatti…
Non solo lui. Siamo tutti alla prova. La sua è un’opinione autorevole e si deve misurare ora con un governo e un partito, il suo, che prima sulla fecondazione assistita poi sul dramma di Eluana hanno mostrato un cinismo che indigna. Hanno prodotto la legge 40 e il testo di dichiarazione anticipata di fine vita al Senato ispirati al dogmatismo, allo spirito di rivincita e in pieno ossequio di una verità assoluta. Altro che autonomia della politica e popolo della libertà!

Ma tornando al Pd e alla Binetti?
Lo ripeto, continuiamo nel confronto e promuoviamo dibattito. Sono temi su cui pluralismo e differenze si fanno più acuti. E sono materie su cui nel voto finale può esprimersi la libertà di coscienza. L'ho usata anch'io quando ho ritenuto blanda l'uscita dall'aula del PD alla Camera e ho preferito votare no quando il Governo ha inteso intervenire sulla Corte sempre a proposito del caso Englaro.
La questione è un'altra. Ed è la limpidezza, la nettezza della posizione maggioritaria del partito.
Quella posizione cioè su cui il partito si manifesta con la sua identità e funzione. Su cui si fa riconoscere come partito che investe nella libertà e responsabilità delle persona.

Dunque su Paola Binetti e sulle sue posizioni divaricanti non si riesce a dire una parola definitiva?
Parola definitiva…Io, anche per la mia storia, credo di averle dette nei fatti le parole “pesanti”. Di aver mostrato in certe battaglie che il riferimento per me, per noi invalicabile, è quello dato dalla Costituzione, dalla lealtà per lo stato di diritto, per l'uguaglianza di tutti innanzi alla legge. E la Costituzione sulla materia di cui stiamo parlando tiene insieme tre aspetti:il valore della vita, che per noi, figuriamoci, è evidente, il diritto alla salute e la libertà di scelta nella cura. Voglio ricordare a Paola e ad altri che fu proprio Aldo Moro, giovane costituente, a presentare un emendamento sulla libertà di cura per rendere quel punto ancora più chiaro. D'altronde il nostro diritto trae origine dall'habeas corpus e, non a caso, abbiamo il consenso informato e il codice deontologico medico che a quei principi si ispirano.

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