Inchiesta Zunino/ Le banche chiedono a Palazzo Marino di "valorizzare" Santa Giulia. E a Sesto è già pronta una cordata...
| SESTO SAN GIOVANNI Se Santa Giulia è un progetto comunque in fase avanzata, ben diversa è la questione che riguarda l'area ex Falck di Sesto San Giovanni. Qui, di gru non se ne sono ancora viste. La situazione è diversa anche perché - a differenza di Santa Giulia - a bilancio l'area sarebbe iscritta con un valore inferiore a quello attuale. Perché? Perché in soccorso di Zunino sarebbe arrivato un pgt (elaborato dal sindaco Oldrini) che innalza i valori edificabili da 0,5 fino a oltre l'1. Da parte dell'amministrazione di Sesto si sottolineano gli obiettivi del Pgt: il riequilibrio del rapporto tra la superficie costruita e quella a verde, con la creazione del grande parco centrale delle aree Falck e lo sviluppo del Parco della media Valle del Lambro. In effetti, però, grazie all'aumento dell'edificabilità, una valutazione di periti indipendenti avrebbero valutato il valore dell'area, a bilancio per 200 milioni, in oltre 650 milioni di euro. A questo punto, a fronte della decisione del 29 luglio del Tribunale Fallimentare, sono due le ipotesi che - secondo quanto ha appreso Affaritaliani.it - si prospettano per l'ex Stalingrado d'Italia. La prima è che il Tribunale rifiuti la richiesta di fallimento avanzata dalla Procura. E che - quindi - l'intero patrimonio di Zunino finisca nelle mani di Castello Sgr, il fondo creato dalle banche creditrici. La seconda ipotesi è il fallimento, con un curatore che metterà all'asta tutte le aree. In questo caso, c'è già chi vocifera di una cordata pronta a costituirsi, formata dagli Imprenditori Nord Milano guidati dal presidente Massimo Milos, con l'aiuto degli enti locali. L'opposizione pidiellina a Sesto San Giovanni, con l'avvocato Lamiranda, intanto, riassume così ad Affaritaliani.it la situazione: "Entrambe le ipotesi sono brutte. Se la proprietà passera a Castello Sgr, non avremo più un interlocutore con il quale parlare del futuro della nostra città, perché le banche penseranno solo a rientrare dei propri capitali. Se, al contrario, arriverà il curatore fallimentare, ci saranno tempi biblici perché la situazione si sblocchi..." |
di Fabio Massa
Non è solo una questione di finanza. Anzi. Nelle stanze dei bottoni dell'intera Lombardia, ma soprattutto a Palazzo Marino, i manovratori sono preoccupati. E molto. Il decorso del caso (o "casino", come mormorano alcuni) Zunino è infatti fondamentale non solo per le banche e per l'aspetto finanziario, ma soprattutto per il volto futuro di due città: Milano e Sesto San Giovani.
SANTA GIULIA (MARTIRE) - "Sapete se per caso stanno continuando a lavorare?". La domanda, lanciata sulla Rete, riguarda il quartiere modello di Santa Giulia. Un quartiere che doveva essere servito dalle più avanzate infrastrutture, con i più capillari servizi. Un modo nuovo di concepire la città. Luigi Zunino stesso aveva detto (più o meno un anno fa) di non voler ragionare da immobiliarista d'assalto, ma di voler creare qualcosa per essere ricordato nei successivi duecento anni. Non sta andando così. Ecco, appunto. Mentre le banche si stanno mettendo d'accordo per cercare di evitare il fallimento (e dunque la difficoltà di recuperare il credito), gli acquirenti di Santa Giulia si interrogano: "Andranno avanti i lavori?". Per adesso i tre operatori (Tagliabue, Colombo e Peverelli), non hanno richiamato i lavoratori. E - quindi - i cantieri sono ancora attivi. La paura è che però i lavori si fermino di nuovo, se Zunino fallisse e se quindi alle tre imprese costruttrici non venissero più pagate le fatture.
Da un punto di vista squisitamente politico, la questione è ancora più intricata. Il fallimento di Zunino comporterebbe un enorme problema per Palazzo Marino. Gli oneri di urbanizzazione, infatti, non sono ancora stati pagati completamente (così come prevede la legge) e dunque mancherebbero risorse. In più, una grande ferita in una città che aspetta l'Expo, non è certo un buon biglietto da visita. E - soprattutto - sarebbe un pessimo segnale per un periodo che l'amministrazione comunale avrebbe voluto che fosse un grande "rinascimento" e che invece, tra fallimenti e polemiche sui "palazzi storti", si sta rivelando un periodo di difficile transizione.
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Indubbio che le pressioni, a questo punto, sono fortissime. Tanto che secondo rumors raccolti da Affaritaliani.it, le banche avrebbero chiesto a Palazzo Marino di venire loro incontro per dare più valore a un'area - quella di Santa Giulia - che sarebbe stata iscritta a bilancio con i parametri di un mercato che, nel frattempo, è radicalmente cambiato (in peggio). E' necessario, per non far fallire Zunino (e quindi per fare in modo che le banche entrino in sofferenza), che il Comune possa riempire di "funzioni" Santa Giulia. Per esempio - ed è più che un'ipotesi - con il progetto della Cittadella della Giustizia. Insomma, un'operazione simile a quelle degli anni '80, Bicocca in testa.



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