Regionali/ Rumors di Affaritaliani.it: il Carroccio non molla la presa sul Pirellone

Mercoledì, 7 ottobre 2009 - 06:00:00
Bossi Formigoni

di Daniele Riosa e Fabio Massa

Roberto Formigoni ricandidato presidente della Regione Lombardia? Berlusconi ha già deciso. Ma i giochi non sarebbero affatto chiusi. Anche perché tutte le strategie e le opzioni che portano alla conquista del Pirellone si intersecano necessariamente con altri due scenari di difficile soluzione politica: quello della presidenza di Fondazione Fiera e quello delle elezioni 2011 per Palazzo Marino.

LA STRADA DEL CARROCCIO - "Difficile ma non impossibile". I giochi per la presidenza della Regione Lombardia non sono ancora chiusi. A dirlo ad Affaritaliani.it è un esponente del Carroccio molto vicino a Umberto Bossi. Sull'altro fronte, anche un esponente del Pdl concorda: "Difficile. Anzi, no. Difficilissimo". Però, pur sempre possibile. Sono le ultime fibrillazioni, perché entro tre settimane va deciso il candidato presidente. Non si può procrastinare, perché a fine ottobre scade anche il mandato di Luigi Roth, il fedelissimo di Formigoni alla presidenza di Fondazione Fiera Milano. E le due nomine non possono avvenire se non all'interno di una strategia comune.

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Quindi, il vertice tra il Senatùr e il Cavaliere, ad Arcore, si terrà molto presto e sarà decisivo. La Lega, non è un mistero, ha rivendicato tre regioni del Nord: Piemonte, Veneto e Lombardia. La prima è da escludere visto che un eventuale candidato del Carroccio non avrebbe la certezza di vincere contro il Centrosinistra. Diverso il discorso per il Veneto e la Lombardia, roccaforti leghiste. Il primo obiettivo di Bossi rimane il Pirellone: una vera e propria ossessione per le camicie verdi, per loro rappresenterebbe una conquista seconda solo al federalismo. E soprattutto premierebbe l'enorme consenso di Varese, vera e propria capitale e roccaforte del Senatur.

Se tuttavia un uomo di Umberto Bossi dovesse "ascendere" al Pirellone, la lettura politica sarebbe chiara: il Cavaliere vuole definitivamente distruggere il potere di Comunione e Liberazione. Anche perché in Fondazione Fiera il successore di Roth c'è già ed è il senatore Cantoni, fedelissimo del Cavaliere e distante dal sistema di potere di Cl. Cl al cui Meeting di Rimini Berlusconi non è andato. Accontentando la Lega Nord, tra l'altro, Berlusconi aprirebbe una strada che potrebbe portare Maurizio Lupi alla candidatura alle Comunali del 2011. "E' vero. Ma non bisogna scordarsi del cognome che porta il sindaco di Milano: Moratti. E questo vuol dire banche e petrolieri. Poteri forti", mormorano nella maggioranza di Palazzo Marino. Anche se qualcuno si spinge più in là e ipotizza: "Però è pur vero che Ligresti ha messo in difficoltà il sindaco". Insomma, poteri forti, ma fino a un certo punto.

roth cantoni formigoni

LA VIA DEL CELESTE - Formigoni, comunque, resta l'uomo forte. Quello da battere. Anche perché è stato investito pubblicamente dal Cavaliere. In questo caso, però, il problema si chiama Lega Nord. Difficile che al Carroccio si possa negare qualunque rivendicazione, visto che la strada al Comune di Milano è definitivamente chiusa. E che - se anche non andasse la Moratti - l'alternativa sarebbe Maurizio Lupi, un ciellino.

A questo punto in bilico ci sarebbe la Fondazione Fiera, dove però sono tutti sicuri che arriverà il senatore Cantoni. Alla Lega Nord, malignano alcuni, mancherebbero infatti i manager di altissimo profilo da poter schierare. A meno che non avvenga una nomina squisitamente politica, che però non soddisferebbe gli imprenditori che hanno in Fiera Milano non solo un interesse preminente, ma anche un ruolo dirigenziale e operativo con il presidente di Fiera spa, Michele Perini.

LA SVOLTA A SINISTRA - Intanto il Pd, concentrato sulle diatribe interne in vista delle primarie del 25 ottobre, aspetta che dal caminetto di Arcore arrivi la fumata bianca per il candidato. Solo allora il Centrosinistra svelerà l'uomo da contrapporre al Centrodestra. Se il candidato sarà del Carroccio, per il Centrosinistra si aprirebbero prospettive allettanti: innanzitutto sul fronte alleanze, visto che l'Udc potrebbe cambiare sponda e mettersi col Pd: i centristi infatti sono ai ferri corti col Carroccio ed è da escludere un loro sostegno a un leghista. Le alternative per l'Udc a quel punto sarebbero solo due: correre da soli o appunto cercare un accordo col Pd. Un'intesa che potrebbe far rispuntare nuovamente la candidatura di Bruno Tabacci, già presidente della Regione alla fine degli anni ottanta. Gli scenari sono fluidi: sia a destra, che a sinistra.

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