Il Pd milanese cerca una nuova classe dirigente. Di Marco Campione

Venerdì, 23 gennaio 2009 - 09:35:00

Di Marco Campione

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Laforgia in un articolo su Affari ha scritto: "sarebbe bello che il Pd di Milano ritrovasse l'orgoglio di una missione nazionale, che è quella di ridare fiato al progetto, lanciando nuove idee e nuova classe dirigente". Solo su una cosa dissento: su quel "sarebbe bello". Qui non è più questione di "desiderata", ma di sopravvivenza. Il Pd di Milano o si assume l'onere di lanciare nuove idee e una nuova classe dirigente in una prospettiva nazionale, oppure, a maggior ragione  in questa città, sarà destinato a soccombere, schiacciato tra un localismo para-leghista e un radicalismo sterile e compiaciuto del proprio essere minoritario.

Ecco perché Filippo Penati vincerà le prossime elezioni. Perché lui meglio di altri (certamente meglio del Pdl) rappresenta la capacità di coniugare una dimensione nazionale (come per Malpensa e Expo) e buone idee per il territorio (come per i 25 milioni per aiutare le famiglie milanesi a superare la crisi). Ecco perché penso che Draghi e Laforgia stanno lavorando bene: hanno deciso di caratterizzare l'azione del Pd milanese su Gruppi di Idee e Progetto (Gip) ed è di idee e progetto che ha bisogno Milano.

Ed è proprio per parlare di uno di questi, il Gip Scuola, che ho chiesto ospitalità. Il Pd nazionale ha difficoltà ad assumere una posizione autonoma e forte su un tema così delicato perché da troppo tempo ha smesso di ascoltare le voci che vengono da quel mondo: le voci degli insegnanti più motivati e che vorrebbero essere valutati e valorizzati; le voci del mondo imprenditoriale più attento, che vorrebbe non una scuola adatta alle proprie esigenze di oggi, ma capace di preparare al mondo di domani; le voci degli studenti e delle famiglie preoccupate per un servizio che sta in parte mancando alla sua missione e per le scelte di un Governo che invece che progettare con l'associazionismo professionale e studentesco le necessarie riforme si limita a fare cassa e tagliare indiscriminatamente. Le voci di genitori preoccupati per un servizio materno infantile del Comune di Milano che sta sfarinandosi sotto i loro occhi increduli (e pensare che un tempo era un fiore all'occhiello di questa Amministrazione…).

Abbiamo pensato che il modo migliore per dare un segnale in controtendenza fosse quello di cominciare ad ascoltarle queste voci. A partire da quelle che si sono levate, spontanee, dai nostri circoli in occasione delle proteste contro il Ministro. Voci che nessuno aveva ancora ascoltato né tanto meno organizzato. Abbiamo trovato la disponibilità a lavorare con il Pd e per il Pd di decine di persone: persone appassionate e competenti che ci stanno aiutando a definire idee e progetti per una scuola nuova, migliore. Questo significa per noi ripartire da Milano con una dimensione nazionale.

Lavoreremo insieme al Forum regionale coordinato da Sara Valmaggi e con gli eletti in parlamento Adamo e De Biasi per allargare il confronto iniziato con i circoli a tutto il mondo della scuola. Senza accomodarci dietro una sacrosanta protesta, ma partendo da alcune proposte molto precise sui nodi irrisolti del sistema educativo italiano per verificarle con tutti i protagonisti di quel sistema. Rispetto alle pratiche a cui ci ha abituato la politica ci sembra un modo onesto di interpretare il dovere di un partito di confrontarsi con la società.

Come si vede un programma impegnativo, ma abbiamo deciso di metterci alla prova perché stufi di lamentarci di cosa non va nella sinistra italiana per cimentarci con la sfida di essere noi i protagonisti del suo cambiamento. Parafrasando una famosa massima di Gandhi, potremmo dire che è arrivata l'ora di essere il cambiamento che vogliamo vedere nel Pd. Un partito dove chi può mette la propria competenza al servizio degli altri e dove quelle competenze vengono valorizzate. E se non verranno valorizzate? Io sono ottimista, ma in caso contrario ha ancora ragione Laforgia: "Gli alibi sono finiti. E il tempo pure".

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